Super Bowl LX, spot d’oro: quanto costa la pubblicità da record
Fino a 10 milioni per uno spot: la partita è centrale nelle strategie dei grandi marchi

Anche quest’anno il Super Bowl si conferma una macchina economica senza eguali, soprattutto sul fronte pubblicitario. Il costo medio di uno spot da 30 secondi infatti ha ormai raggiunto quota 7 milioni di dollari, con punte che arrivano fino a 10 milioni per le posizioni più ambite degli stacchi. Un aumento netto rispetto al passato, figlio di un evento che continua a catalizzare l’attenzione di milioni di spettatori in un’unica straordinaria serata. Per i brand, comparire durante il Super Bowl non è più solo una scelta di visibilità, ma una vera e propria dichiarazione di forza sul mercato.
Dietro un grande investimento
Negli anni, la pubblicità del Super Bowl è diventata quasi un evento nell’evento. Le aziende pianificano campagne sempre più complesse, puntando su storytelling, ironia e impatto emotivo per distinguersi in mezzo a una concorrenza feroce. I marchi storicamente legati alla manifestazione preparano spot ad alto budget e cast prestigiosi, mentre nuovi attori provano a farsi spazio con idee originali. Il risultato è una vetrina unica, dove la creatività diventa centrale quanto il prodotto promosso e dove ogni secondo ha un valore strategico enorme.
Il digitale impazza
A rafforzare ulteriormente il peso dell’evento contribuisce il ruolo crescente delle piattaforme digitali. Gli spot televisivi sono ormai solo il punto di partenza di strategie integrate che coinvolgono social network, contenuti extra e interazioni in tempo reale. In vista del Super Bowl 2026, l’attesa non riguarda soltanto la partita, ma anche ciò che andrà in onda durante le pause. Il Super Bowl si conferma così non solo il cuore dello sport americano, ma anche il laboratorio pubblicitario più influente del mondo.