Roma, aria di novità: in pochissimi sono certi di restare
La complicata rincorsa alla Champions League e la crisi delle ultime settimane hanno convinto la proprietà a fare serie riflessioni sul futuro di tanti calciatori

A Roma non esistono quasi più certezze. Il pesante 5-2 subito contro l’Inter ha complicato ancora di più la corsa verso la Champions e acceso una riflessione profonda sul futuro di tantissimi membri della rosa giallorossa. Il Corriere dello Sport racconta di un clima tanto infuocato quanto chiaro a Trigoria: in pochi sono davvero al sicuro. La dirigenza valuta infatti ogni posizione e ha congelato al momento ogni rinnovo, pronta a intervenire in modo deciso nella prossima estate. E tra chi è già destinato a partire e chi rappresenta ancora una base su cui costruire, i “gruppetti” sembrano di fatto già composti.
I nove “eletti”
In un contesto di forte incertezza, emergono nove profili considerati centrali per il futuro della Roma. Tra i pali c’è Mile Svilar, sempre affidabile nonostante l’evidente calo delle ultime settimane, mentre in difesa resta saldo praticamente solo Gianluca Mancini. A questi si aggiungono elementi di certa prospettiva, ma al contempo già pronti come Wesley, Niccolò Pisilli e soprattutto Donyell Malen, per il quale il club è pronto e convinto a investire i 25 milioni pattuiti per il riscatto. Spazio anche al talento di Matías Soulé, tediato di recente dalla pubalgia ma gradito a tecnico e società, e a profili ancora da sviluppare come Ghilardi, Vaz e persino El Aynaoui, considerati asset su cui lavorare.
Chi va o può andare
Per molti altri, invece, il futuro appare segnato o quantomeno incerto. Tra i contratti in scadenza a fine stagione sono già sul piede di partenza Zeki Celik e Stephan El Shaarawy, così come restano in bilico Lorenzo Pellegrini e Paulo Dybala che pure piacciono al tecnico e soprattutto gradirebbero restare anche rivedendo le loro pretese sul piano dell’ingaggio. I prestiti di Ferguson e Tsimikas non verranno ovviamente prolungati, mentre non convincono gli investimenti su Zaragoza e Venturino. Restano ovvi interrogativi anche su Angeliño e Artem Dovbyk, oltre ai casi più delicati legati a possibili plusvalenze come Evan N’Dicka e Manu Koné, fondamentali ma sacrificabili. Monitorate infine le posizioni di Bryan Cristante e Mario Hermoso, fino a qualche settimana sicuri della permanenza ma ora finiti anche loro sulla graticola.