Arbeloa e Carrick tornano a casa: le grandi d’Europa pescano dal passato
Alvaro Arbeloa e Michael Carrick, due ex leggende che prendono in mano il destino di Real Madrid e Manchester United: il passato è il segreto per un futuro brillante?
L’obiettivo è pescare nel passato per costruire il futuro, almeno a breve termine. Questo è il piano che con particolare contemporaneità hanno stabilito due delle squadre più forti e vincenti nella storia del calcio: il Real Madrid e il Manchester United. A poche ore di distanza l’una dall’altra, le due società hanno annunciato il ritorno di due leggende del club. I Blancos, dopo aver salutato Xabi Alonso (“di comune accordo“), hanno deciso di affidare la panchina del club ad Alvaro Arbeloa. I Red Devils, invece, messo alla porta Ruben Amorim neanche un anno e mezzo dopo il suo arrivo, hanno scelto di riportare a Manchester l’ex leggenda Michael Carrick.
Il Real Madrid passa da un ex a un altro: via Xabi Alonso, dentro Arbeloa
L’addio di Xabi Alonso non è stato un fulmine a ciel sereno. Le aspettative su di lui erano alte, ma negli ultimi mesi ci si era resi conto che qualcosa non stava funzionando. Motivo per cui, vuoi per volontà dell’allenatore, vuoi per quella di Florentino Perez, le strade si sono separate. La linea scelta dal numero uno del Real Madrid, però, è stata quella di insistere su un suo ex calciatore, promuovendo Alvaro Arbeloa da allenatore del Castilla a quello della Prima Squadra. L’ex terzino spagnolo ha costruito la propria carriera da giocatore in camiseta blanca.
I numeri di Arbeloa: da calciatore ad allenatore
Prodotto del settore giovanile del Real, ha indossato per 8 anni (divisi in due esperienze: 2004-2005 e 2009-2016) la maglietta dei Galacticos, giocando 242 partite, segnando 6 gol, ma soprattutto vincendo di tutto (1 Liga, 1 Coppa del Re, 1 Supercoppa spagnola, 2 Champions League, 1 Supercoppa Europea e 1 Mondiale per Club). Il 1° luglio era passato dall’U-19 al Real Madrid Castilla, squadra con la quale ha vinto 12 partite su 23, pareggiandone 3 e perdendone, però, 8. La speranza dei madridisti è che con Mbappé&Co possa far meglio e migliorare una stagione che ha preso una piega negativa nell’ultimo periodo.
Il Manchester United punta su Carrick
Il Manchester United si è preso del tempo per pensarci dopo l’esonero di Ruben Amorim, comunicato il 5 gennaio. I Red Devils avevano sondato le possibilità di riportare Ole Gunnar Solskjaer in panchina fino al termine della stagione, ma presto la pista ha perso di quota costringendo la dirigenza a guardare altrove. Rapidamente, però, gli occhi son ricaduti su un profilo particolarmente apprezzato, anzi, amato dalle parti di Manchester. Michael Carrick, infatti, è stato una leggenda come calciatore, indossando 464 volte quella maglia nei 12 anni passati tra il suo arrivo nel 2006 e il suo ritiro nel 2018. Carrick, però, non conosce lo United solo nei panni di giocatore.
La carriera di Carrick da giocatore
Una volta appesi gli scarpini al chiodo, infatti, tra il 2020 e il 2021 ha allenato le giovanili del club, prima di passare per 3 partite alla guida della Prima Squadra nel novembre del 2021, proprio dopo l’esonero del sopracitato Solskjaer. Una breve, ma positiva avventura, durante la quale ha vinto la sfida di Champions contro il Villarreal e quella di Premier contro l’Arsenal, pareggiando – nel mezzo – contro il Chelsea sempre in campionato. Carrick torna (dopo 3 anni positivi al Middlesbrough) con l’obiettivo di centrare la qualificazione in Champions League con il Manchester United. I Red Devils sono settimi a tre punti di distanza dal quarto posto, centrare l’obiettivo potrebbe valere all’ex centrocampista la conferma e, quindi, la possibilità di aprire un nuovo storico ciclo.