L’esordio vincente di Sinner con Gaston: ora un’autostrada fino ai quarti
L’uscita di scena di Fonseca permette a Sinner di dormire sogni tranquilli almeno fino ai quarti.

Inizia con poche energie spese la caccia di Jannik Sinner al terzo titolo consecutivo all’Australian Open, impresa riuscita soltanto a Novak Djokovic nell’era Open dal 2011 al 2013: il francese Hugo Gaston si ritira, infatti, sul punteggio di 6-2 6-1 in favore dell’azzurro che si qualifica per il 2° turno dove affronterà giovedì 22 gennaio l’australiano James Duckworth.
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Per Sinner strada in discesa fino ai quarti
Le buone notizie non finiscono qui per il 24enne di San Candido che, al 3° turno, eviterà lo spauracchio rappresentato da Joao Fonseca: il giovane brasiliano è stato sconfitto all’esordio da Eliot Spizzirri, confermando di attraversare un brutto periodo dal punto di vista fisico dopo i ritiri di Brisbane e Adelaide.
Di conseguenza, non vediamo ostacoli insidiosi per il n. 2 della classifica ATP fino ai quarti dove potrebbe trovare Ben Shelton nella rivincita della semifinale di Melbourne di un anno fa, vinta in tre set dall’azzurro.
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Le sensazioni di Sinner dopo il successo con Gaston
Dopo aver conquistato il 15° successo di fila all’Australian Open, impresa riuscita soltanto ad Andre Agassi, Roger Federer e Novak Djokovic in questo secolo, Sinner parla del suo stato di forma: “Sono davvero contento di essere tornato in campo. Di cosa sono più soddisfatto? É difficile scegliere solo un aspetto. Per me è stata soprattutto la sensazione generale di essere tornato a competere. Ho trascorso tanti, tanti giorni lunghi in off-season cercando di diventare un tennista migliore. Ma alla fine la cosa più importante è andare in campo e divertirsi. È molto speciale iniziare la stagione qui in uno Slam, in sessione serale, con lo stadio pieno, cercando di fare massimo. Lui ha iniziato molto bene trovando grandi colpi. Ho cercato di capire un po’ il suo gioco. Ci eravamo già affrontati un paio di anni fa, le cose sono cambiate un po’, quindi ho provato a comprendere il suo stile. Poi ho cercato di alzare il mio livello e le cose sono andate bene. Il servizio era ed è un colpo che sento di dover migliorare. È l’unico colpo che abbiamo in cui possiamo decidere tutto da soli. C’è molto margine di miglioramento. Abbiamo cambiato un po’ il movimento, il ritmo del servizio. Prima era un po’ troppo veloce all’inizio, ora è un po’ più lento. A volte lo perdo ancora, non è un colpo che mi fa ancora sentire totalmente al sicuro, ma ci stiamo lavorando”.