Kylian Mbappé

Mbappé e il caso Mao Zedong: sul caso intervengono la Liga e la politica cinese

Chiara Scatena
Kylian Mbappé
Kylian Mbappé, Getty Images

Kylian Mbappé continua a giocare e segnare con il Real Madrid, ma una sua dichiarazione ha scatenato un caso diplomatico e commerciale in Cina. L’attaccante francese è finito al centro delle polemiche per una battuta contenuta in un video circolato in rete, nel quale definiva Mao Zedong un “dittatore“. Un’uscita che ha provocato forti reazioni nel Paese asiatico, nonostante il giocatore abbia continuato regolarmente la propria attività in campo, andando a segno contro Racing Santander e AEK Atene.

L’intervento del club e della Liga

La vicenda ha assunto dimensioni sempre più importanti, coinvolgendo anche La Liga. Secondo la stampa spagnola, il campionato si sta muovendo per tutelare gli accordi commerciali relativi ai diritti televisivi internazionali, messi a rischio dalla decisione dell’emittente cinese CCTV di sospendere le trasmissioni delle partite. Anche il Real Madrid è intervenuto pubblicamente, diffondendo un comunicato di scuse per rassicurare i propri tifosi asiatici, dopo che i profili social di Mbappé sono stati bloccati in Cina.

L’intervento della politica cinese

Sulla questione è intervenuto anche l’ambasciatore cinese in Spagna, Yao Jing, che durante il Forum di Salamanca ha confermato all’agenzia EFE l’esistenza di contatti informali con i vertici della Liga e del club madrileno. “Non ci sono negoziati, ma scambi di idee, basati su una comprensione reciproca. Questo sfortunato incidente ha colpito la sensibilità di molte persone in Cina, che ora devono digerire la situazione attuale”, ha dichiarato. Sulla stessa linea il funzionario diplomatico Xie Tianyu, che ha sottolineato la delicatezza della vicenda e la necessità di concedere tempo alla popolazione cinese: “Ci vuole tempo, il popolo cinese ha bisogno di tempo per digerire tutto questo. Non è un argomento facile per noi, ed è un club che conta molti tifosi e che è molto apprezzato in Cina”. Resta quindi da capire se i contatti tra le parti porteranno a una soluzione e se La Liga riuscirà a limitare le conseguenze commerciali di una polemica che coinvolge uno dei suoi principali protagonisti.

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