Guglielmo Vicario bacia la coppa dell'Europa League vinta con il Tottenham

Vicario torna a casa per la finale di Supercoppa europea

Nato a Udine il 7 ottobre 1996, il portiere italiano difenderà i pali della porta del Tottenham nel match contro il PSG al Bluenergy Stadium
Vincenzo Lo Presti
Guglielmo Vicario bacia la coppa dell'Europa League vinta con il Tottenham (Getty Images)

Nato a Udine il 7 ottobre 1996, il portiere italiano difenderà i pali della porta del Tottenham nel match contro il PSG al Bluenergy Stadium

Guglielmo Vicario bacia la coppa dell'Europa League vinta con il Tottenham
Guglielmo Vicario bacia la coppa dell’Europa League vinta con il Tottenham (Getty Images)

Sale l’attesa per la finale di Supercoppa europea in programma mercoledì 13 agosto alle ore 21 al Bluenergy Stadium di Udine tra PSG, vincitore dell’ultima edizione della Champions, e Tottenham, campione dell’Europa League. Sarebbe potuta essere anche la sfida tra due dei migliori portieri in circolazione, gli italiani Gianluigi Donnarumma e Guglielmo Vicario, ma l’ex Milan è stato messo alla porta dai francesi, che non lo hanno convocato preferendogli il nuovo acquisto Lucas Chevalier. I riflettori, dunque, saranno tutti puntati sull’estremo difensore degli Spurs. Per lui non potrà mai essere una partita come le altre visto che torna a casa, a Udine, dove nacque il 7 ottobre 1996 e mosse i suoi primi passi nel mondo del calcio.

Vicario e l’emozione di tornare a Udine

Protagonista della conferenza stampa prematch ha commentato: “Domani sarà un giorno importante per me, però l’emotività con il passare dei giorni cala, l’obiettivo è solo vincere. Ho letto che Gigio non c’è. È il mio capitano in Nazionale e con lui ho un rapporto splendido. La sua situazione riguarda lui e il club, non entro nel merito, ma gli auguro sempre il meglio. Sono ormai uno dei giocatori più anziani a livello anagrafico in spogliatoio – continua Vicario –, sono chiamato ad aiutare i giovani, ma vedo un gruppo consapevole dei suoi mezzi, non ho molti consigli da dare se non di dare il meglio. Dobbiamo cominciare già da domani contro una squadra fortissima. Conosciamo il livello del PSG, non solo nel reparto offensivo. Hanno appena concluso una stagione incredibile. Dovremo concentrarci sul collettivo: ci sarà bisogno di tutti, dai giocatori ai tifosi sugli spalti”.

Vicario e il legame con Udine

Cresciuto tra i campi del Friuli, Vicario torna a Udine da protagonista, con in mano un trofeo europeo e negli occhi la stessa passione di quando, ragazzino, sognava palcoscenici internazionali guardando le partite dalla tribuna. Lo scorso 29 maggio, accolto in Comune nella Sala del Popolo con una cerimonia solenne alla presenza del sindaco Alberto Felice De Toni, del vicesindaco Alessandro Venanzi e dell’assessora allo sport Chiara Dazzan, il portiere ha donato due maglie autografate: una del Tottenham e un’altra della Nazionale. “Vicario rappresenta l’ambasciatore della friulanità nel mondo”, ha detto il vicesindaco. A evidenziare il legame tra il calciatore e la città la nascita lo scorso mese del primo fan club a lui dedicato, sintomo di un affetto che va ben oltre il tifo.

Vicario un campione anche fuori dal campo

Vicario è diventato negli ultimi anni un esempio non solo per le sue doti tecniche, ma anche per la sua umanità e il suo stile discreto, lontano dagli eccessi dello show business. È noto, ad esempio, per il suo impegno nel sociale: durante il periodo in cui giocava a Empoli ha scelto di ospitare una famiglia ucraina in fuga dalla guerra, dimostrando che la solidarietà può (e deve) andare oltre le parole. In un mondo dove i calciatori sono spesso criticati per il loro distacco dalla realtà, il gesto di Vicario ha colpito positivamente, diventando simbolo di un modo diverso di essere “campione”.

Vincenzo Lo Presti

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