Milano-Cortina 2026, la lettera della Vonn: “Provateci, osate!”

Lindsey Vonn ha pubblicato una lunga lettera in cui, dopo l'infortunio, lancia un messaggio a tutti i suoi fan
Niccolò Di Leo
Lindsey Vonn, Getty Images

Lindsey Vonn ha pubblicato una lunga lettera in cui, dopo l’infortunio, lancia un messaggio a tutti i suoi fan

Si è conclusa nel peggiore dei modi la carriera di Lindsey Vonn. La caduta di domenica ha causato alla sciatrice americana una frattura complessa della tibia, che non sarà curabile in poco tempo e, soprattutto, richiederà una serie di interventi per poter riparare completamente l’osso. Un finale drammatico, dopo una scelta eroica: quella di scendere comunque nonostante la rottura del crociato. La Vonn diventa simbolo di resilienza, fonte d’ispirazione per qualcuno, motivo di dure critiche per qualcun altro. C’è chi comprende la volontà della quarantunenne di regalarsi un’ultima gioia nelle Olimpiadi nonostante l’infortunio. E chi, invece, ritiene che la scelta più giusta sia quella di mettere davanti a tutto la propria salute e la propria incolumità e, quindi, che avrebbe dovuto abbandonare Milano-Cortina 2026.

La carriera della Vonn è finita

Una scelta che si sposta anche con la visione di suo padre, Alan Kildow che dopo la caduta della figlia ha messo fine alla sua carriera con queste parole: “Ha 41 anni e questa è la fine della sua carriera. Non ci saranno più gare di sci per Lindsey, finché avrò voce in capitolo, lei non parteciperà più a gare“. Lindsey Vonn appenderà gli sci e le bacchette al chiodo. Non c’è altra strada. L’età non aiuterebbe un eventuale ritorno e lo spavento è stato davvero tanto. Si è conclusa così la sua avventura olimpica, si è conclusa così la sua vita da sciatrice. La Vonn ora dovrà pensare a recuperare e a resistere ai numerosi interventi ai quali dovrà essere sottoposta. Nel frattempo, però, si gode l’affetto dei suoi fan e di tutti coloro che ne hanno apprezzato il sacrificio, scegliendola come simbolo. Per passione non ha mollato neanche quando sarebbe stato scontato farlo. Lei è andata avanti e ci ha provato fino alla fine, senza successo. Ha osato, anche se i risultati sono stati pessimi. Ed è su quest’ultimo concetto, quello della resilienza, che ha voluto concentrare la sua lettera destinata a fan e non solo.

La lettera e il messaggio della Vonn

Il mio sogno olimpico non si è concluso come avevo sognato. Non è stato un finale da favola o una favola, è stata semplicemente la vita. Ho osato sognare e ho lavorato duramente per realizzarlo. Perché nelle gare di discesa libera la differenza tra una linea strategica e un infortunio catastrofico può essere di soli 13 centimetri. Ero semplicemente 13 centimetri troppo stretta sulla mia linea quando il mio braccio destro si è agganciato all’interno del cancelletto, torcendomi e causando la caduta. Il mio legamento crociato anteriore e gli infortuni passati non hanno avuto nulla a che fare con la caduta. Purtroppo, ho subito una frattura complessa della tibia che è attualmente stabile ma richiederà diversi interventi chirurgici per essere riparata correttamente. Sebbene la giornata di ieri non si sia conclusa come speravo, e nonostante l’intenso dolore fisico che ha causato, non ho rimpianti. Essere lì al cancelletto di partenza ieri è stata una sensazione incredibile che non dimenticherò mai. Sapere di essere lì con la possibilità di vincere è stata una vittoria in sé. Sapevo anche che gareggiare era un rischio. È sempre stato e sarà sempre uno sport incredibilmente pericoloso.

E proprio come nelle gare di sci, nella vita ci assumiamo dei rischi. Sogniamo. Amiamo. Saltiamo. E a volte cadiamo. A volte ci spezzano il cuore. A volte non realizziamo i sogni che sapevamo di poter avere. Ma questa è anche la bellezza della vita: possiamo provarci. Ho provato. Ho sognato. Ho saltato.

Spero che se imparerete qualcosa dal mio percorso, sia che abbiate tutti il ​​coraggio di osare. La vita è troppo breve per non rischiare. Perché l’unico fallimento nella vita è non provarci. Credo in voi, proprio come voi avete creduto in me“.

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