Timothy Weah

Weah al Marsiglia: cosa non ha funzionato con la Juve

L’americano, dopo due stagioni altalenanti in bianconero, passa ai francesi con la formula del prestito con obbligo di riscatto
Vincenzo Lo Presti
Timothy Weah (getty Images)

L’americano, dopo due stagioni altalenanti in bianconero, passa ai francesi con la formula del prestito con obbligo di riscatto

Timothy Weah
Timothy Weah (getty Images)

Dopo due stagioni in bianconero, Timothy Weah saluta la Juve. È infatti ufficiale il passaggio a titolo temporaneo, con obbligo di riscatto, del venticinquenne statunitense al Marsiglia. Dalla stagione 2025-26, dunque, il classe 2000 torna a giocare in Ligue 1, da dove arrivò alla Signora dopo quattro anni al Lilla.

Weah dalla Juve al Marsiglia: la nota e i dettagli

“Arrivato a Torino nell’estate del 2023, Timothy ha indossato per due anni la maglia della Juve, scendendo in campo 78 volte – di cui quasi 40 da titolare – per un totale di oltre 3.500 minuti – ricorda il club bianconero in una nota -. Sono state sette le reti messe a segno, di cui sei soltanto in quest’ultima stagione che è stata la sua migliore a livello di numeri: Weah, infatti, ha preso parte a 10 reti – 6 marcature e 4 assist –, tenendo in considerazione tutte le competizioni. Weah lascia Torino per un milione di euro all’interno di un accordo che prevede l’obbligo da parte del Marsiglia di acquisire a titolo definitivo i diritti alle prestazioni sportive del giocatore al verificarsi di determinate condizioni nel corso della stagione sportiva 2025/26. Il corrispettivo pattuito per la cessione definitiva è pari a 14,4 milioni di euro, pagabili in quattro esercizi – conclude la Juve – tale corrispettivo potrà essere aumentato, nel corso della durata del contratto di prestazione sportiva con il calciatore, per un ammontare non superiore a 4,1 milioni di euro, al raggiungimento di determinati obiettivi sportivi. Stante l’elevata probabilità del verificarsi delle condizioni di cui sopra, tale operazione, ai fini contabili, risulta qualificabile come cessione a titolo definitivo nell’esercizio in corso, generando un impatto economico positivo pari a circa 6 milioni, al netto degli oneri accessori”.

Weah saluta la Juve

Ufficializzato il trasferimento al Marsiglia, attraverso i propri social il calciatore statunitense ha voluto salutare la Juve e i suoi tifosi: “Da un ragazzino che sogna il grande palcoscenico, a indossare il bianconero della Juventus: grazie per aver reso reale quel sogno. Sarò sempre grato a questa società, ai miei compagni, ai tifosi e alla bellissima città di Torino. Ai miei ‘fratelli’ nello spogliatoio grazie per avermi abbracciato e spinto ogni giorno – ha aggiunto Weah -. Abbiamo costruito qualcosa di vero, e lo porterò sempre con me. Ai torinesi…… il vostro calore e il vostro amore mi hanno fatto sentire in questa città come a casa fin dal primo giorno. Grazie a tutti i tifosi per il vostro incrollabile supporto e attaccamento. Sarò per sempre uno juventino. Grazie di cuore. Per sempre grato. Con amore, Timo”, conclude.

Weah e il flop con Allegri

Ma cosa non ha funzionato nell’avventura del classe 2000 alla Juve? Quando nel luglio di due estati fa i bianconeri annunciano l’arrivo di Timothy Weah, in molti vedono in lui un colpo interessante: giovane, atletico, figlio d’arte (suo padre è il leggendario George Weah), con già una buona esperienza europea alle spalle. Proveniente dal Lilla, dove ha mostrato sprazzi di qualità soprattutto sulla fascia, Weah sembra perfetto per rinforzare una Juve che cerca rinnovamento e dinamismo. L’inizio, però, non è dei migliori e il suo primo anno in bianconero è un flop. Allegri, che lo utilizza prevalentemente come esterno a tutta fascia nel 3-5-2, ne apprezza la disponibilità tattica e la corsa, ma gli manca incisività: Timothy è volenteroso, ma poco determinante.

Weah, la crescita con Thiago Motta non basta per restare alla Juve

Con l’arrivo di Thiago Motta sulla panchina della Juve nell’estate del 2024, molti si aspettano che Weah possa fare finalmente il salto di qualità visto che il nuovo tecnico predilige un gioco più offensivo e dinamico, in cui le ali hanno un ruolo fondamentale. E in effetti Weah chiude il suo secondo anno alla Signora con un bottino di sei reti e quattro assist, molto meglio rispetto all’annata precedente quando aveva realizzato un solo gol e fornito appena due assist. Nonostante i numeri, certamente più incoraggianti, l’americano appare ancora troppo timido e prevedibili, privo di quel carattere e quella qualità che fanno la differenza in un club come la Juve. Da qui la decisione di lasciarlo partire, direzione Marsiglia.

Weah cerca il riscatto con il Marsiglia

Il bilancio dei due anni di Weah a Torino è quindi misto: da un lato, un giocatore serio, professionale, utile alla causa, capace di sacrificarsi e di giocare in più ruoli; dall’altro, una mancanza di continuità, di personalità e di efficacia che ha impedito alla sua avventura bianconera di decollare davvero. Per Timothy ora si apre un nuovo capitolo a Marsiglia. A 25 anni, ha ancora margini di crescita e la possibilità di rilanciarsi in vista di un evento importantissimo per lui e per il calcio statunitense: il Mondiale del 2026, che si giocherà proprio in casa, tra USA, Messico e Canada. La speranza, per lui, è che questa nuova tappa possa restituirgli lo slancio e la fiducia che a Torino, nonostante le buone intenzioni, non è mai riuscito a trovare davvero.

Vincenzo Lo Presti

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