Il tecnico saluta dopo tre giornate e diventa uno degli allenatori sostituiti più precocemente nella storia del club toscano

Breve ma intenso, o forse soltanto breve. Fabio Grosso e la Fiorentina si separano dopo sole tre giornate in cui sono arrivate altrettante sconfitte: una storia di tensioni accumulate, dissapori e divergenze di vedute che è deflagrata in una storia già conclusa, con la squadra ancora una volta in fondo alla classifica e una direzione che ancora sembra lontanissima. Un altro brutto scivolone nella carriera del campione del mondo del 2006, che incassa un’altra batosta dopo le ottime cose mostrate al Sassuolo. L’unica piazza in cui in Serie A ha avuto tempo e modo di dimostrare qualcosa, mentre a Brescia e Firenze sono arrivate solo sconfitte.
La storia al contrario
E a delineare la portata di questa sterzata netta e clamorosa arriva in aiuto il noto portale statistico Opta, che ricorda un dato sorprendente. Fabio Grosso è stato infatti esonerato dalla Fiorentina dopo tre gare di campionato e nella storia del club solo Renzo Magli, Luciano Chiarugi (2 volte) e Vincenzo Guerini hanno guidato la squadra per un numero inferiore di gare in Serie A prima di un cambio in panchina.
L’unica strada
Una decisione obbligatoria, visto quanto stava succedendo nelle ultime settimane: una campagna acquisti impegnativa e conclusa con una grande quantità di nuovi innesti, anche di qualità, che però è sembrata più una collezione di figurine rispetto a una reale intenzione di costruire un progetto tecnico a immagine e somiglianza dell’allenatore. Grosso lo ha lasciato intendere a più riprese in conferenza stampa, tanto da indispettire l’uomo mercato Paratici a tal punto da rendere la separazione inevitabile dopo la rimonta subita in casa contro il Torino. Ora il Vanoli 2.0, altra scelta su cui permangono dubbi (non legati all’allenatore in sé). Ma a Firenze, intanto, Grosso saluta: una storia nata male e finita persino peggio.