Vlahovic inguaia la Juventus. E ora può finire escluso

Un altro rifiuto alla cessione e niente rinnovo in vista: la grana Vlahovic tiene banco in casa Juventus e blocca il mercato
Iacopo Erba
Vlahovic (Getty Images)

Un altro rifiuto alla cessione e niente rinnovo in vista: la grana Vlahovic tiene banco in casa Juventus e blocca il mercato

Dusan Vlahovic è la vera gatta da pelare di casa Juventus ormai da qualche mese a questa parte. E il bandolo della matassa, allo stato attuale delle cose, sembra davvero impossibile da trovare. Troppi interessi in ballo, viste le cifre astronomiche di un contratto legato all’ultima fase di una gestione economica incosciente e poco virtuosa, dalla quale il club bianconero sta ancora cercando di prendere definitivamente le distanze. Intanto però il serbo sembra essersi impuntato e il suo ostruzionismo non permette di procedere verso le prossime mosse.

Nessun punto di incontro

Vlahovic percepisce attualmente 12 milioni netti, per quello che è a conti fatto lo stipendio più oneroso della Serie A. Una cifra spropositata che il centravanti non intende spalmare, rifiutando qualunque possibile tentativo di accordo per il rinnovo di contratto. Sembra chiaro come il suo obiettivo sia quello di “resistere” un altro anno per poi andare via a parametro zero, per avere potere contrattuale praticamente illimitato e scegliere con più serenità la sua destinazione. Anche per questo è arrivato l’ennesimo no, stavolta a una proposta dall’Arabia da 60 milioni netti in tre anni.

Reazione forte

La Juventus tuttavia non sembra disposta a fare sconti stavolta. Ed è disposta anche a mettere il giocatore “fuori rosa”, ovvero ad escluderlo dal progetto il prossimo anno senza dargli la possibilità di esprimersi sul campo. Lo stesso avvertimento dato a Chiesa, che dovette poi arrendersi e accasarsi altrove. Di soluzioni alternative non ce ne sono e la speranza del club è che Vlahovic comprenda l’input e liberi una casella, che Comolli vorrebbe rimpiazzare con Jonathan David. Tutto in divenire dunque, ma la matassa è tutt’altro che sbrogliata e la sensazione è che ci voglia del tempo e soprattutto un grande lavoro di mediazione.

Iacopo Erba

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