Jonas Vingegaard: il Re pescatore che ama la Francia

Non ci fosse il danese, la superiorità di Tadej Pogačar nelle corse a tappe sarebbe più netta
Pasquale Cosco

Non ci fosse il danese, la superiorità di Tadej Pogačar nelle corse a tappe sarebbe più netta.

Lo sport in generale e il ciclismo in particolare sono fatti di grandi rivalità, spesso di dualismi.
Le sfide tra Coppi e Bartali così come quelle tra Moser e Saronni hanno riempito le pagine dei giornali sportivi e non.

A livello internazionale oggi i ciclisti di spicco sono cinque-sei ma lo sloveno Tadej Pogačar è il numero 1 per distacco.
Tra luglio e agosto, però, lungo le strade di Francia le cose cambiano: il divario tra il campione del mondo e il suo principale rivale si assottiglia.
Nelle ultime quattro edizioni del Tour, infatti, Jonas Vingegaard ha centrato due vittorie, precedute e seguite da due secondi posti.

Il Re pescatore

Nato a Hillerslev, in Danimarca, il 10 agosto del 1996, Jonas Vingegaard da giovane alterna lo sport (pallamano e calcio prima del ciclismo) con il lavoro presso la pescheria di famiglia.

La Jumbo-Visma e la Polonia

Il primo contratto da professionista arriva con la Jumbo-Visma nel 1999, anno in cui Vingo centra, nella sesta tappa del Giro di Polonia, il primo successo in carriera.

Coppi e Bartali

Dopo aver aiutato Primož Roglič a vincere la Vuelta a España del 2020, Vingegaard l’anno dopo centra, in Italia peraltro, il primo trionfo in una corsa a tappe.
Nella trentaseiesima edizione della Settimana Internazionale di Coppi e Bartali, il portacolori della Jumbo-Visma si aggiudica due frazioni, la classifica a punti e la classifica generale.

Passione francese

Il 2021 è l’anno della svolta. Presentatosi al Tour de France come gregario di Roglič, alle cui spalle aveva concluso il Giro dei Paesi Baschi, Jonas ottiene un lusinghiero secondo posto a 5’20” da quel Tadej Pogačar che diventerà il suo rivale più grande.

Doppietta gialla

Nel 2022 e nel 2023, Vingegaard si trasforma nel Re pescatore: prima diventa il secondo danese dopo Bjarne Riis, che lo aveva fatto nell’anno della nascita di Vingo (1996), a vincere il Tour de France; poi concede il bis, rifilando un distacco abissale (7’29”) a Pogačar, che l’anno prima era arrivato molto più vicino (2’43”) alla maglia gialla danese.

Vuelta “regalata”

Nella Vuelta a España 2023, Vingegaard si aggiudica due tappe e sembra avere le carte in regola per conquistare il suo terzo Grande Giro; invece, d’intesa con la squadra, decide di lasciare il successo finale al fedele gregario di mille battaglie Sepp Kuus.

La Tirreno, la grande paura e un secondo posto che sa di trionfo

Nel 2024 Vingegaard si aggiudica O Gran Camiño e Tirreno-Adriatico e si presenta al Giro dei Paesi Baschi da campione in carica per allenarsi in vista del Tour, che è lontano ma va preparato minuziosamente. Nel corso della quarta tappa è vittima, insieme ad altri big, di una spaventosa caduta nella quale rischia di perdere la vita.
La voglia di partecipare al Tour, però, è troppo forte e il danese riesce a presentarsi al via della Grande Boucle, che chiude in seconda posizione dietro a Pogačar ma davanti a un altro fuoriclasse caduto in Spagna come Remco Evenepoel.

2025

In questo primo scorcio di stagione Vingegaard ha vinto il Giro dell’Algarve ma si è dovuto ritirare dalla Parigi-Nizza.

Solo corse a tappe

Il fenomeno di Hillerslev ha un tallone d’Achille che rende meno grande il suo palmarès e meno esaltante la sua figura.
Solo una delle sue 38 vittorie in carriera è arrivata in una corsa di un giorno, la Drôme Classic del 2022. Nell’albo d’oro delle Monumento il suo nome non compare.

Pasquale Cosco

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