Amorim incubo dello United: l’esonero costa carissimo
L’allontanamento del tecnico e del suo staff sarà onerosissimo per i Red Devils, che sono per lo meno riusciti a rimettersi in carreggiata

La quotazione alla Borsa di New York costringe il Manchester United all’assoluta trasparenza sui conti ed espone il club ad analisi dettagliate sulle sue mosse finanziarie. Una dinamica non semplice da gestire quando sotto la lente di ingrandimento finiscono dei sanguinosi esoneri. I documenti ufficiali hanno infatti certificato il costo dell’addio a Rúben Amorim: 18,1 milioni di euro di liquidazione per lui e il suo staff, più 7,2 milioni ancora da versare allo Sporting Lisbona. Sommando ingaggio e altre voci contrattuali, l’operazione supera i 37 milioni complessivi. Una cifra che racconta quanto possa incidere una scelta tecnica sbagliata, peraltro solo l’ultima di una lunghissima serie negli ultimi anni.
Mesi difficili
L’esperienza di Amorim si è chiusa dopo 63 partite e 25 vittorie, numeri insufficienti per un club che punta stabilmente al vertice. E ci si mette, oltre a questo, anche una finale di Eiuropa League persa contro il Tottenham, altra big solo sulla carta che annaspa nei bassifondi della classifica in Premier per gli stessi motivi che hanno affossato i Red Devils. Ma la frattura non è stata solo tecnica: il deterioramento dei rapporti con la dirigenza ha accelerato un divorzio inevitabile, spingendo a riflettere su un matrimonio che non sarebbe mai dovuto iniziare.
Finalmente in ripresa
Lo United, tuttavia, si è riuscito a rimettere in piedi ed è incredibilmente tornato competitivo. Prima la soluzione interna con Darren Fletcher, poi soprattutto l’arrivo di Michael Carrick, ex bandiera storica capace di ricompattare l’ambiente e di portare finalmente risultati. La continuità in Premier League ha riportato serenità, ma il conto economico resta pesante. La qualificazione alla Champions League è infatti ora un obiettivo pienamente raggiungibile e rappresenterebbe un moltiplicatore di ricavi e una garanzia ulteriore per il progetto guidato da Ratcliffe, che dovrà però fare scelte diverse e soprattutto evitare salti nel buio: a volte, infatti, la semplicità è la chiave più giusta anche in un club così grande.