Inter, l’eliminazione in Champions e Allegri avversario principale: febbraio riporta a un dolce deja-vu

Febbraio volge al termine ma porta con sé alcuni dolci (e amari) ricordi di febbraio 2024
Chiara Scatena

La storia non si ripete mai allo stesso modo, ma febbraio 2026 in casa Inter richiama da vicino le sensazioni dello Scudetto del 2024. Come due anni fa, i nerazzurri hanno cambiato marcia proprio nel mese più corto dell’anno, trasformandolo nel trampolino decisivo verso il titolo. Allora c’era Simone Inzaghi, oggi in panchina c’è Cristian Chivu, ma il copione resta simile: dominio, gestione matura delle partite e continuità devastante.

Dominio interista e… Allegri

I numeri parlano chiaro: 13 vittorie in 14 giornate, sette successi consecutivi e una media-gol impressionante che ha fiaccato le inseguitrici. Come nel 2024, l’avversario più resistente porta la firma di Massimiliano Allegri, ancora una volta capace di tenere vivo il campionato fino a febbraio, prima di arrendersi alla superiorità interista.

Champions amara

Il parallelismo diventa però amaro guardando all’Europa. Due anni fa l’eliminazione contro l’Atletico Madrid ai rigori, oggi l’uscita prematura dalla Champions ai playoff contro il Bodø/Glimt: stessa sensazione di incompiutezza internazionale per una squadra dominante in Serie A ma vulnerabile nei dettagli fuori dai confini nazionali.

Occhio allo scontro diretto

Come allora, uno snodo chiave passa dagli scontri diretti. Se nel 2024 fu Inter-Juventus a scavare il solco decisivo, in questa stagione il derby di marzo rappresenta il possibile punto di non ritorno. Ancora una volta, sulla strada verso lo Scudetto, c’è Allegri: l’ultimo vero argine prima di una possibile nuova fuga nerazzurra.

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