Bad Bunny e il Super Bowl: lo specchio di un’America divisa

L’Halftime Show della finale Patriots-Seahawks racconta ancora una volta molto più del football
Iacopo Erba
Bad Bunny (Getty Images)

L’Halftime Show della finale Patriots-Seahawks racconta ancora una volta molto più del football

Bad Bunny (Getty Images)

La scelta di Bad Bunny come protagonista dell’Halftime Show del Super Bowl LX continua a far discutere negli Stati Uniti, trasformando l’evento sportivo più seguito dell’anno in un caso politico e culturale. La finale tra New England Patriots e Seattle Seahawks, in programma al Levi’s Stadium di Santa Clara, si carica così di significati che vanno ben oltre il campo da gioco. Come da tradizione, lo spettacolo extra sportivo avrà un ruolo centrale nella serata: prima del kickoff sono previste le esibizioni dei Green Day, mentre Charlie Puth e Brandi Carlile, ma è riguardo a Bad Bunny e al suo Halftime Show che continua a scatenarsi l’opinione pubblica.

Tempi complessi

A dominare l’intervallo sarà infatti come da tempo annunciato proprio la superstar portoricana, primo artista di lingua spagnola chiamato a esibirsi sul palco del Super Bowl. Una scelta storica, che segna un’ulteriore apertura dell’evento verso pubblici e linguaggi musicali differenti, ma che ha immediatamente acceso il dibattito politico e mediatico negli Stati Uniti visti anche i preoccupanti tempi che corrono sul fronte immigrazione. L’annuncio ufficiale ha infatti generato reazioni contrastanti, soprattutto negli ambienti più conservatori.

Trump said no

Le critiche sono ovviamente arrivate anche dall’area vicina al presidente Donald Trump, che ha definito la decisione divisiva e fuori luogo, annunciando da tempo la propria assenza dall’evento. Alla base delle polemiche ci sono le recenti dichiarazioni di Bad Bunny sui temi dell’immigrazione e sulle politiche dell’Ice, pronunciate durante i Grammy Awards 2026, dove l’artista ha vinto l’Album dell’anno. Un contesto che rende questo Super Bowl LX ancora più carico di tensioni simboliche e che solleva il tema delicato del forte e inevitabile legame tra lo sport e la politica, impossibile da spezzare per quanto si voglia tenerli separati.

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