Santiago Castro, Bologna
Analisi

Bologna a due velocità: grande in trasferta, piccolo al Dall’Ara

Il rendimento dei rossoblù è ampiamente diverso tra gare esterne e interne: il paradosso della stagione degli emiliani
Vincenzo Lo Presti
Santiago Castro, Bologna (Getty Images)

Il rendimento dei rossoblù è ampiamente diverso tra gare esterne e interne: il paradosso della stagione degli emiliani

Santiago Castro, Bologna
Santiago Castro, Bologna (Getty Images)

C’è un Bologna che sorprende, convince e a tratti incanta lontano da casa. E poi ce n’è un altro che, tra le mura amiche dello Stadio Renato Dall’Ara, fatica a esprimere lo stesso calcio e a trasformare le prestazioni in punti. È questo il paradosso che accompagna la stagione rossoblù: una squadra a due velocità, capace di grandi imprese in trasferta ma troppo fragile davanti al proprio pubblico. I numeri difficilmente mentono e in questo caso sono inequivocabili: dei 42 punti conquistati fin qui in Serie A dagli emiliani in 30 partite ben 25 sono arrivati in trasferta (sette vittorie, quattro pareggi e altrettante sconfitte) e appena 17 sotto le Due Torri (cinque successi, due pari e otto ko). Le reti incassate sono le stesse, 18, ma a sorprendere sono quelle segnate: 14 al Dall’Ara e addirittura 24, dieci in più, lontano da casa.

Bologna dominante in trasferta: numeri e prestazioni da Europa

Le vittorie su campi difficili, spesso ottenute con personalità e qualità, raccontano di una squadra matura, organizzata e per nulla intimorita dall’ambiente esterno. Il merito è anche del lavoro di Vincenzo Italiano, che ha dato identità e coraggio al gruppo. In trasferta il Bologna gioca con leggerezza mentale, riesce a pressare alto, a gestire i momenti della partita e a colpire con efficacia. Questa versione della squadra è quella che sogna l’Europa: solida, cinica e capace di adattarsi a diversi contesti tattici. Caratteristiche che hanno permesso a Orsolini e compagni di riscrivere la storia del club centrando per la prima volta ben sei vittorie esterne consecutive: una striscia, ancora aperta, maturata tra Serie A (Torino, Pisa e Sassuolo) ed Europa League (Maccabi Tel Aviv, Brann e Roma) e che potrebbe allungarsi ancora domenica 5 aprile, quando i felsinei faranno visita alla Cremonese allo Zini.

Dall’Ara tabù: perché il Bologna fatica in casa

Il problema nasce quando il Bologna torna al Dall’Ara. Qui, paradossalmente, la squadra sembra perdere brillantezza e sicurezza. Le partite diventano più bloccate, gli spazi si riducono e la pressione di fare risultato davanti ai propri tifosi finisce per pesare. Le avversarie, inoltre, arrivano con un atteggiamento più prudente, abbassando il baricentro e costringendo i rossoblù a costruire con pazienza. Ed è proprio in queste situazioni che emergono le difficoltà: meno ritmo, meno profondità e una certa prevedibilità nella manovra offensiva. Non è solo una questione tecnica, ma anche mentale. In casa il Bologna sembra avere più da perdere che da guadagnare, e questo frena l’istinto che invece libera energie in trasferta.

Come il Bologna può cambiare marcia al Dall’Ara

Se il Bologna vuole fare il salto definitivo, deve risolvere questo squilibrio e trovare maggiore continuità. Per ambire a un piazzamento europeo, anche il Dall’Ara deve trasformarsi in un vero e proprio fortino inespugnabile. Le soluzioni passano da una maggiore varietà offensiva, dalla capacità di attaccare difese chiuse e da una gestione più serena delle partite interne. La stagione resta positiva, ma incompleta. Perché un grande Bologna, per diventare davvero tale, non può permettersi di essere dominante solo a metà: deve imparare a vincere anche davanti alla propria gente.

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