Leonardo Bonucci (foto Getty Images)

Bonucci e il futuro in Nazionale: ecco perché non si è dimesso come Gattuso e Buffon

Nonostante i recenti cambiamenti, Leonardo Bonucci prosegue la sua collaborazione con il Club Italia: una scelta legata a necessità di formazione tecnica e al completamento del percorso abilitativo per la carriera da allenatore
Giordano Grassi
Leonardo Bonucci (foto Getty Images)

Il motivo per cui Leonardo Bonucci non ha abbandonato il suo incarico federale, a differenza del commissario tecnico Gennaro Gattuso e del capo delegazione Gianluigi Buffon, oltre che del presidente della Figc Gabriele Gravina, è legato a una precisa strategia professionale, analizzata oggi da La Repubblica. L’ex capitano della Juventus, dopo aver ottenuto la licenza Uefa A — che gli garantisce la panchina in Serie C o il ruolo di vice nei due massimi campionati — punta ora al salto definitivo. La permanenza in Nazionale gli permette infatti di maturare il monte ore necessario per accedere al corso Uefa Pro, requisito indispensabile per poter dirigere ufficialmente club di Serie A e Serie B in prima persona.

Bonucci, il piano della Figc

Il rapporto tra Bonucci e la Federcalcio proseguirà fino alla naturale scadenza del contratto, fissata per il prossimo 30 giugno. Una risoluzione anticipata non porterebbe benefici economici rilevanti alle casse della Figc, motivo per cui l’ex difensore continuerà a supportare le varie selezioni giovanili in base alle esigenze operative. Il suo futuro a breve termine non sembra dunque condizionato dai recenti scossoni politici, anche se la parola finale spetterà alla nuova presidenza e ai suoi vertici tecnici, che valuteranno se confermare la collaborazione anche per il prossimo ciclo.

Bonucci punta al ‘salto’

L’ex difensore, che in carriera ha vestito maglie prestigiose tra cui Inter, Milan, Juventus e le ultime esperienze all’estero con Union Berlino e Fenerbahce, sta dunque completando il suo tirocinio sul campo. Dopo le esperienze maturate come vice nell’Under 20 e nel ruolo di collaboratore tecnico nello staff di Gattuso — conclusosi con la sfortunata eliminazione nei playoff mondiali contro la Bosnia — Bonucci vede nell’attuale incarico l’ultimo step formativo prima di intraprendere una carriera solista sulla panchina di un grande club.

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