Gabriele Gravina (foto Getty Images)

FIGC, Gravina ha rassegnato le dimissioni: il comunicato ufficiale

Il presidente della FIGC ha lasciato l'incarico nel pomeriggio del 2 aprile, a due giorni dalla disfatta dei playoff
Chiara Scatena
Gabriele Gravina (foto Getty Images)
Gabriele Gravina (foto Getty Images)
Gabriele Gravina (foto Getty Images)

Il primo vero scossone, e probabilmente non l’ultimo, per il calcio italiano arriva dopo la serata sportivamente drammatica di martedì, con la terza mancata qualificazione consecutiva della Nazionale al Mondiale. Gabriele Gravina ha deciso di lasciare la guida della Federazione Italiana Giuoco Calcio, incarico che ricopriva dal 2018. A caldo, subito dopo la sconfitta contro la Bosnia ed Erzegovina nazionale di calcio, aveva preso tempo rimandando la decisione al Consiglio Federale. Nelle ultime ore, però, è arrivato il passo indietro, ufficializzato durante la riunione con le varie componenti federali.

Il comunicato ufficiale

Questo l’annuncio ufficiale della FIGC: “A inizio lavori, Gravina ha informato i massimi rappresentanti della Lega Calcio Serie A Ezio Simonelli, della Lega B Paolo Bedin, della Lega Pro Matteo Marani, della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, dell’Associazione Italiana Calciatori Umberto Calcagno e dell’Associazione Italiana Allenatori di Calcio Renzo Ulivieri, di aver rassegnato le dimissioni dall’incarico affidatogli nel febbraio 2025 e di aver provveduto ad indire l’Assemblea Straordinaria Elettiva della FIGC per il prossimo 22 giugno a Roma”.

La scelta delle dimissioni

Già da tempo al centro di critiche per i risultati e la gestione della Nazionale, Gravina ha visto crescere la pressione dopo l’eliminazione contro la Bosnia. Diverse voci, anche istituzionali, ne avevano chiesto le dimissioni, a partire dal Ministro dello Sport Andrea Abodi, intervenuto con toni molto duri. Tuttavia, la scelta di farsi da parte non sarebbe stata dettata dalla pressione politica: alla base ci sarebbe piuttosto la consapevolezza che non esistessero più le condizioni per proseguire in questo momento, portandolo così a decidere di lasciare l’incarico.

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