Analisi

Brignone, altro oro olimpico: doppietta da brividi sull’Olympia delle Tofane

Federica Brignone trionfa in gigante a 35 anni e scrive una pagina eterna dello sci alpino: argento per Hector e Stjernesund, che si inchinano, Della Mea sfiora il podio
Giordano Grassi
Federica Brignone (Getty Images)

C’è una sola padrona sulle nevi ampezzane ed è Federica Brignone. La campionessa valdostana ha vinto lo slalom gigante olimpico con il tempo di 2’13″50, respingendo con classe l’assalto della svedese Hector e della norvegese Stjernesund, distanziate di 62 centesimi. È stata una lezione di sci che ha spinto le avversarie a omaggiarla con un inchino al traguardo, un tributo alla longevità e al talento di un’atleta capace di vincere due ori nella stessa rassegna olimpica invernale. Si tratta di un’impresa titanica, che in casa Italia non si vedeva dal 1988, quando a riuscirci fu Alberto Tomba.

Dietro la Brignone… c’è Della Mea

La festa è stata quasi perfetta, rovinata solo per un soffio dal cronometro crudele che ha negato il bronzo a Lara Della Mea. Risalita vertiginosamente nella seconda manche, l’azzurra si è fermata alla quarta posizione, distante appena 5 centesimi dal terzo posto. Sofia Goggia, nonostante un avvio promettente che l’aveva vista chiudere la prima manche in terza posizione, ha faticato a trovare il ritmo giusto nella fase decisiva, scivolando in decima nella classifica finale.

Le parole della Brignone

Giuro che sono talmente senza parole che non riesco a capire niente. Oggi sono stata veramente tranquilla anche prima della prima manche, ero quasi fin troppo tranquilla, avevo paura di non essere abbastanza aggressiva, nella seconda mi sono sentita partire, ero di nuovo abbastanza tranquilla e ho pensato solo a sciare. Mi sembrava di aver fatto una manche così così e ho provato a spingere il più possibile. Quando ho tagliato il traguardo ho solo sentito le urla e non ho più capito niente“, le parole di Federica Brignone ai microfoni della Rai al termine della gara.

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