Il caos arbitri nasce dalla denuncia di Domenico Rocca: chi è e cosa ha fatto
L’Italia del calcio torna nel caos, questa volta non per l’ennesima mancata qualificazione a un Mondiale ma per un’indagine della Procura di Milano per lo stesso tema che portò poi a Calciopoli: frode sportiva. È ancora una volta caos arbitri, quindi, per il calcio italiano, con il designatore Gianluca Rocchi indagato e che, in attesa di essere ascoltato il 30 aprile, afferma di essere estraneo ai fatti e pronto a difendersi. La vicenda, però, non è nuova alla cronaca: già nel maggio 2025 Domenico Rocca aveva infilato infatti una lettera-denuncia al’Aia, che aveva portato al nulla di fatto per la Procura sportiva e che ora ha portato a un ben più seria indagine da parte dalla Procura di Milano.
Chi è Domenico Rocca
Quarantadue anni, Domenico Rocca è un ex arbitro di Pizzo, piccolo paese in provincia di Vibo Valentia in Calabria. Lì Rocca nasce e da lì inizia nel 2000, a sedici anni, la sua carriera da direttore di gara. Ma soprattutto da lì parte, indirettamente, il caos arbitri che rischia di travolgere il calcio italiano. Sette anni dopo l’inizio della carriera, l’ingresso in Can D, dove Rocca incontra Stefano Farina che subito gli dà fiducia. Nel 2010 la Can C, cinque anni più tardi e dopo un corso a Coverciano da arbitro diventa assistente e quindi sale in Can B. Il 12 febbraio 2017 arriva l’esordio in Serie A, da guardalinee in un Torino-Pescara. In massima serie Rocca rimane fino al termine della scorsa stagione, quando invia poi la sua lettera-denuncia all’AIA.
La lettera
Il 22 maggio 2025 Domenico Rocca scrive una lettera aperta ai vertici arbitrali per denunciare l’AIA e nello specifico Gianluca Rocchi, designatore della Can A. Nella lettera tante le partite citate, da Udinese-Parma a Inter-Roma, con l’accusa di valutazioni alterate, promesse mancate e favoritismi. Nello specifico, Rocca lamenta mancate revisioni di alcuni voti dopo errori evidenti e accertati anche da altri assistenti. Un sistema che l’ex arbitro definisce ingiusto e penalizzante e una denuncia archiviata dalla procura sportiva ma diventata base per l’indagine che sta ora portando avanti la Procura di Milano.