Chelsea allo sbando: Rosenior è solo l’ultima vittima
BlueCo è una proprietà troppo umorale, che non ha saputo dare una linea chiara al progetto. E in Inghilterra ora ci si interroga

Altro ribaltone in casa Chelsea: è infatti finita dopo appena 106 giorni l’esperienza di Liam Rosenior. Una parentesi brevissima, chiusa dopo una serie di risultati negativi che non hanno mai permesso alla squadra di trovare ritmo tra cui le ultime cinque sconfitte di fila senza gol segnati. Il cambio in panchina arriva in un momento già delicato della stagione e conferma una gestione che continua a muoversi tra uno scossòne e l’altro, quasi navigando a vista e senza uno straccio di progettualità.
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In Inghilterra il tema è ormai ricorrente. Il Daily Express parla apertamente di una strategia diventata abitudine sotto la proprietà BlueCo: allenatori che arrivano e vanno nel giro di pochi mesi, al netto di contratti lunghissimi che valgono a quanto pare solo sulla carta. Rosenior è già il sesto a salutare in poco tempo ed è stato messo alla porta in neanche quattro mesi nonostante un accordo firmato fino al 2032. E il Daily Mirror sposta il focusanche più in alto, sottolineando come il problema non sia solo chi siede in panchina ma l’intero impianto dirigenziale. Tradotto: cambiano gli allenatori, ma lo scenario resta lo stesso.
Quasi una tradizione
Il paragone con l’era Roman Abramovich torna inevitabile, ma con differenze evidenti. Anche allora i cambi erano frequenti, però motivati dai risultati e sostenuti soprattutto da una struttura più definita. Le eccezioni recenti, come Thomas Tuchel, non hanno fatto scuola invece in casa Blues. Oggi il Chelsea resta una squadra con talento sparso qua e là, ma senza una linea stabile: l’uscita di Rosenior è sia conseguenza di una linea gestionale folle sia l’emblema di un’incompetenza che sta costringendo uno dei club più vincenti della storia recente della Premier League a vivacchiare nel puro anonimato.