Liam Rosenior (Getty Images)

Chelsea, il metodo Rosenior sotto esame: tra la debacle di Parigi e il “rebus” in porta

Rosenior, arrivato a Stamford Bridge tra lo scetticismo generale, deve ora gestire la prima vera crisi dopo il pesante ko in Champions: la scelta coraggiosa di puntare su Jørgensen divide la critica, mentre il peso del soprannome "Liam LinkedIn" torna a farsi sentire
Giordano Grassi
Liam Rosenior (Getty Images)

Liam Rosenior, da molti soprannominato “Liam LinkedIn” per la sua visione manageriale d’avanguardia, sta affrontando i mesi più complessi della sua giovane carriera. Sin dai tempi dello Strasburgo, il tecnico quarantaduenne ha sempre rivendicato un ruolo ibrido: educatore tattico sul campo e creatore di cultura aziendale fuori. Una filosofia che lo ha portato lo scorso 6 gennaio a sedersi sulla panchina del Chelsea, una promozione che non ha risparmiato polemiche. Se in Francia non gli hanno perdonato l’addio a metà campionato, Oltremanica molti osservatori ritengono il suo curriculum ancora troppo leggero per le ambizioni dei Blues.

Rosenior, il bilancio a Stamford Bridge

Nonostante i dubbi iniziali, l’impatto di Rosenior sui risultati era stato inizialmente incoraggiante, con 10 successi nelle prime 16 uscite ufficiali. Tuttavia, la luna di miele si è bruscamente interrotta nella notte di Champions League contro il Paris Saint-Germain. Il 5-2 incassato nell’andata degli ottavi è una ferita aperta che mette a serio rischio il cammino europeo. La squadra è apparsa fragile nei momenti chiave, perdendo quell’inerzia che l’allenatore era riuscito a costruire, e ora il ritorno a Stamford Bridge si preannuncia come una montagna ripidissima da scalare per evitare un fallimento stagionale anticipato.

Rosenior e il caso Jørgensen

A finire sul banco degli imputati è stata soprattutto la gestione dei portieri. Rosenior ha sorpreso tutti escludendo Robert Sánchez per lanciare Filip Jørgensen, ma la prova del giovane danese contro il PSG è stata costellata da incertezze decisive. Mentre il tecnico ha cercato di fare scudo al suo giocatore definendo l’errore come “parte del gioco”, la stampa britannica non ha mostrato clemenza. Testate come il Daily Mail e l’Evening Standard parlano apertamente di un problema autoinflitto da Rosenior, reo di aver destabilizzato le gerarchie della difesa proprio nel momento più delicato dell’anno.

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