Chivu apprendista “psicologo”: c’è un’Inter da rivitalizzare

Il tecnico nerazzurro dovrà lavorare più sulla testa che sulla tattica: Pio Esposito, Barella, Bastoni, Dimarco, Frattesi e Zielinski devono smaltire le delusioni Mondiali
Vincenzo Lo Presti

Il tecnico nerazzurro dovrà lavorare più sulla testa che sulla tattica: Pio Esposito, Barella, Bastoni, Dimarco, Frattesi e Zielinski devono smaltire le delusioni Mondiali

Al rientro dalla sosta per le nazionali, l’Inter si ritrova davanti a una sfida che va oltre il campo: Cristian Chivu dovrà infatti lavorare più sulla testa che sulle gambe, trasformandosi in una sorta di “apprendista psicologo” per ricompattare un gruppo scosso dalle recenti delusioni internazionali. I nerazzurri tornano ad Appiano Gentile con un bagaglio emotivo pesante: Francesco Pio Esposito, Nicolò Barella, Alessandro Bastoni, Federico Dimarco e Davide Frattesi hanno vissuto l’eliminazione dell’Italia nei playoff Mondiali, mentre Piotr Zielinski ha salutato la competizione con la Polonia. Una serie di colpi ravvicinati che rischiano di lasciare scorie profonde, soprattutto in una fase cruciale della stagione.

Inter-Roma: una sfida decisiva per lo scudetto

Il calendario non concede pause. Nel giorno di Pasqua, domenica 5 aprile, alle 20.45 l’Inter ospiterà la Roma allo stadio Giuseppe Meazza in una gara che può indirizzare la corsa al titolo. I nerazzurri arrivano all’appuntamento da capolista, ma con qualche segnale di flessione nelle ultime uscite. La Roma, invece, è pienamente in corsa per un posto in Champions League e rappresenta un ostacolo tutt’altro che semplice. In questo contesto, l’aspetto mentale diventa determinante: la squadra non può permettersi cali di tensione, né tantomeno di trascinarsi dietro le scorie delle delusioni in Nazionale.

Il lavoro di Chivu: testa, gerarchie e gestione del gruppo

Il compito di Chivu sarà duplice: da un lato dovrà restituire fiducia ai suoi uomini chiave, dall’altro evitare che le difficoltà individuali si riflettano sul rendimento collettivo. Il caso più delicato è quello di Pio Esposito, giovane talento chiamato a metabolizzare in fretta la prima grande delusione della carriera e il rigore fallito contro la Bosnia. Ma anche giocatori esperti come Barella, Bastoni e Dimarco dovranno ritrovare lucidità e serenità, mentre Frattesi ha avuto un ruolo secondario nella terza, clamorosa, esclusione consecutiva dell’Italia dai Mondiali. Zielinski, dal canto suo, dovrà smaltire sia la delusione sportiva sia qualche acciacco fisico. Non sta benissimo nemmeno Calhanoglu, felice però per il ritorno della sua Turchia al torneo iridato 24 anni dopo l’ultima volta. In queste situazioni emerge la leadership dell’allenatore: più che cambiare moduli o interpreti, servirà ricostruire certezze. Chivu conosce bene l’ambiente e sa quanto l’equilibrio mentale possa incidere nei momenti chiave della stagione.

La risposta del gruppo tra orgoglio e reazione

La vera incognita riguarda la risposta della squadra. L’Inter ha dimostrato più volte di avere carattere, ma ora è chiamata a un salto ulteriore: trasformare la delusione in energia positiva. Le grandi squadre si vedono proprio in questi momenti, quando è necessario reagire senza alibi. La sfida contro la Roma rappresenta un banco di prova ideale: vincere significherebbe non solo consolidare il primato, ma anche lanciare un segnale forte al campionato. L’Inter ha costruito fin qui un percorso importante, ma per arrivare fino in fondo serviranno continuità e tenuta mentale. Chivu lo sa: la qualità tecnica non basta se non è accompagnata dalla giusta serenità. Per questo, nei prossimi giorni, il lavoro ad Appiano Gentile sarà soprattutto invisibile, fatto di dialoghi, gestione delle emozioni e ricostruzione della fiducia. Contro la Roma non ci saranno alibi. L’Inter deve ripartire, e deve farlo subito.

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