Come vola la Lazio di Baroni: i segreti di un successo inaspettato

La Lazio conquista i quarti di finale di Coppa Italia battendo il Napoli e il capolavoro di Baroni è sempre più tangibile
Francesco Asprea

La Lazio conquista i quarti di finale di Coppa Italia battendo il Napoli e il capolavoro di Baroni è sempre più tangibile

La vittoria per 3-1 ai danni del Napoli in Coppa Italia e il passaggio del turno hanno sottolineato ancora una volta la forza della Lazio di Baroni, che in ogni occasione riesce a tirare fuori il meglio di sé. Non importa se siano vittorie, pareggi o sconfitte: la Lazio c’è e si vede ogni volta che scende in campo. In questa stagione ha, ad ora, ottenuto quattro sconfitte: Udinese, Fiorentina, Juventus e Parma. Solo una tra queste è stata effettivamente meritata sul campo, le altre tre sono state condizionate da episodi arbitrali, senza i quali chissà come sarebbero potute finire.

Risultati a parte, ciò che stupisce sono le prestazioni, l’ultima proprio contro il Napoli in Coppa. È vero, Conte ha schierato undici riserve, ma se si guardano i costi dei cartellini sono riserve su cui è stato investito parecchio. Dal canto suo, anche Baroni è sceso in campo in gran parte con le seconde linee, quindi la “scusa” della formazione azzurra regge poco.

Il tecnico biancoceleste è solito schierare in campionato una squadra e nelle coppe un’altra, ma i risultati sono sempre garantiti: in Serie A, con una partita da giocare domenica sera sempre contro il Napoli, momentaneamente occupa il quinto posto, ma prima della sconfitta immeritata di Parma faceva parte del gruppo dei 28 punti ad appena una lunghezza dalla capolista; in Europa League occupa il primo posto del girone unico nonostante l’ultimo pareggio contro il Ludogorets; in Coppa Italia, infine, ecco raggiunti i quarti di finale.

I segreti della Lazio

Uno dei segreti di Baroni sta nella scelta del modulo. Partito inizialmente con un 4-3-3, le scelte di mercato lo hanno costretto a trasformarlo in un 4-2-3-1 estremamente offensivo, vista la grande quantità di attaccanti e la poca di centrocampisti, con Dia che solitamente si muove dietro Castellanos. Quando ci si ritrova in partite che richiedono grande resistenza a centrocampo poi, il modulo switcha nell’originale 4-3-3 con i mediani disponibili. Un sistema di gioco camaleontico che si sta rivelando efficace.

Un grande lavoro viene poi svolto nelle fasce, sia dai terzini che dalle ali. Tavares, pronto al rientro dopo l’infortunio, colleziona assist su assist, Zaccagni è ormai inamovibile e sempre più decisivo, Noslin, partito in sordina in campionato, ha dimostrato di essere pronto. Per non parlare di Pedro, che ha risolto ben più di una partita, Isaksen e Tchaouna che si giocano il posto da titolare ogni partita.

Una menzione d’onore va anche a Dia. Grande scommessa di mercato (ha dimostrato di essere un attaccante con i fiocchi già a Salerno, ma veniva da una stagione di stop) e di Baroni, che per non dover scegliere tra lui e Castellanos per il ruolo di punta ha deciso di farli giocare entrambi, uno davanti e uno dietro. Un’altra decisione azzeccata del mister che ha portato la Lazio lì dove si trova ora.

Chiara Scatena 

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