Como, che meraviglia! È ora che i sogni diventino realtà
Il Como sta facendo sognare gli appassionati di calcio, la squadra di Fabregas vince ancora e ora l’Europa non è più solo un sogno
Como? Como! Lasciateci sognare perché ora la zona Europa è lì, a portata di mano e un semplice sogno scritto nelle griglie di inizio stagione, oggi diventa realtà perseguibile: realmente raggiungibile. La squadra di Fabregas si distingue per coraggio e per qualità: è lo spadaccino dal capello biondo che si ruba la scena in battaglia, che si muove leggiadro, illuminato dai raggi del sole, e che ad eleganti colpi di spada neutralizza i nemici solo sfiorandoli con la sua lama. Un paragone troppo romanzesco?
Forse, ma tutto è concesso se oggi il Como guarda all’Europa, se oggi il Como diventa un punto di riferimento per il calcio italiano e, perché no, europeo. Nel Paese dei difensivisti è servito il coraggio di Cesc per portarci quella spavalderia di cui avevano bisogno i nostri occhi. Fabregas, da maestro di calcio qual era in campo, si è presentato con un’idea chiara di quello che aveva in mente e senza troppi timori l’ha dipinta sulla sua tela. Ci son voluti tempo, pazienza e soprattutto fiducia. Un anno fa il Como era in zona retrocessione, oggi guarda dall’alto (quasi) tutte le squadre d’Italia.
Dodici risultati utili consecutivi
La vittoria contro il Sassuolo è l’ennesima lezione di calcio inflitta a un avversario. Dalla partita contro la Lazio a oggi è arrivata una sola sconfitta, alla seconda giornata contro il Bologna. La spettacolare squadra vista contro i biancocelesti in quel momento sembrava un miraggio, in realtà era solo un biglietto da visita. Fabregas stava preparando il terreno: il tempo di un piccolo inciampo, per rialzarsi e tornare a correre. Sembra una maratona quella del Como. Si gestisce in alcuni momenti, poi va in allungo. Pareggia sei partite, ne vince altrettante e da dodici consecutive non sbaglia un colpo.
Difesa impenetrabile e l’attacco può migliorare ancora
A chi in estate lamentava una difesa troppo debole – al termine di una campagna acquisti perfetta per intelligenza e prospettive – il Como ha risposto presentandosi dopo tredici giornate con la seconda difesa migliore del campionato che, potenzialmente, potrebbe diventare la prima se la Roma dovesse subire almeno un gol contro il Napoli (scenario non proprio così irrealizzabile). E se vogliamo essere minuziosi e criticare qualcosa, ecco, dall’attacco (terzo migliore della Serie A) ci si può aspettare di più da Morata, ancora a secco di reti. Ma poco male, ci pensano i compagni a segnare mentre il capitano della Nazionale spagnola prova a sbloccarsi. Poi ci sono Baturina e Kuhn, gli altri due acquisti che ancora devono entrare nei giri della squadra e nel mondo della Serie A, che non fanno altro che aumentare le aspettative su una rosa quasi perfetta.
Nico Paz, una stella che illumina il calcio italiano
Se parliamo del Como, però, è impossibile non dedicare almeno un paragrafo a lui. A quel numero 10 che sta facendo impazzire gli italiani, che da Madrid rivendicano a gran voce, ma a cui lui risponde: “No! Per ora sto bene a Como”. Parole che dovrebbero far riflettere sul progetto avviato da una società che vanta in panchina un tecnico che ha avuto il coraggio di rifiutare l’Inter e, in campo, un talento come Nico Paz che sta continuando a splendere. Se la stella polare indicava la strada ai navigatori, il talentuoso argentino cresciuto nel settore giovanile del Real Madrid è quella stella che illumina il calcio italiano. Andrà via? Forse un giorno. Noi, intanto, ce lo godiamo.
I numeri di Nico Paz
Qualche mese fa, a maggio, chiudeva la stagione con 6 gol e 9 assist in 35 partite. “Sarà difficile confermarsi” dicevano i più scettici, lui li ha già smentiti. Sì, perché, Nico Paz non solo si sta confermando, ma sta già migliorando i suoi numeri. Dopo 13 partite il numero 10 del Como ha servito 5 assist e segnato 5 gol, a breve eguaglierà il suo record stagionale di reti, poi toccherà anche ai passaggi vincenti. Riuscirà a superare anche sé stesso, su questo non c’è dubbio, almeno per chi ha nella testa le sue giocate, la sua tecnica: quell’immensa qualità che è il tocco d’autore sul meraviglioso quadro dipinto da Cesc Fabregas.