Da Messina ad Obradovic: in poche ore l’Eurolega perde due dimissionari di lusso

La decisione del coach serbo - con 67 trofei vinti all'attivo tra Nazionale e club - che ha scioccato e sta scioccando come appassionati e tifosi del Partizan (e non solo), è arrivata dopo la sconfitta per 91-69 rimediata contro il Panathinaikos. La sua scelta molto simile a quella di Messina...
Giovanni Poggi
Coach Zeljko Obradovic (Getty Images)

Lunedì Ettore Messina, con una lettera, saluta e ringrazia l’Olimpia, restando in società ma gestendo il “suo” da una scrivania, 48 ore neanche più tardi Zeljko Obradovic ha fatto lo stesso, dimettendosi dal Partizan Belgrado, scioccando un popolo intero, quello bianconero, che lo venerava come si venerano soltanto le leggende.

Una settimana buia, molto buia, per il basket e per l’Eurolega, che perde (per scelta dei protagonisti) ben 13 titoli totali: 9 di Obradovic, il più vincente di tutti, e 4 di Messina.

E se dell’ormai ex coach di Milano avevamo già parlato qui Ettore Messina si dimette dall’Olimpia: la lettera di saluti del coach. Al suo posto (con anticipo) Peppe Poeta, è doveroso spendere qualche riga anche per l’iconico coach serbo, che ha girato e vinto in Europa, con tutti o quasi, e contro tutti. Un addio, il suo, che ha infatti lasciato un solco profondo e una ferita difficilmente rimarginabile per la sua tifoseria, che già si è opposta alla sua drastica scelta.

Un avvio di stagione ballerino e l’addio prematuro. Una delle poche vittorie stagionali proprio contro Messina

La decisione del coach serbo – con 67 trofei vinti all’attivo tra Nazionale e club – che ha scioccato e sta scioccando come appassionati e tifosi del Partizan (e non solo), è arrivata dopo la sconfitta per 91-69 rimediata ad OAKA contro il Panathinaikos, a sancire il terzo ko consecutivo della squadra di Belgrado, che attualmente ha un record di 4-9 in Eurolega (dove ha perso 7 delle ultime 8).

Un cammino non certo scintillante nel torneo quello dei bianconeri, che mai fin qui hanno convinto per davvero, evidentemente anche lo stesso Obradovic, ma non vederlo più su una panchina, su quella panchina, fa male. Quella panchina riassaporata nuovamente nel 2021, quasi trent’anni dopo l’ultima volta, lì, nella sua Belgrado, sollevando al cielo 2 Leghe adriatiche e un campionato serbo in queste ultime stagioni.

Tra le poche vittorie in Eurolega di questa stagione, arrancante e complessa, una è stata proprio contro la Milano di Ettore Messina… chissà se i due già covavano già ai tempi la possiblità di prendere un’altra strada, mossi entrambi da un forte senso di responsabilità, per il bene del gruppo e delle rispettive società. Chissà.

Resta comunque il fatto che oggi, entrambi, si guarderanno la loro Eurolega da casa, loro che su e di questo torneo e su e di questo sport hanno scritto pagine indelebili, vincenti e storiche.

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