Edin Dzeko, capitano e leader della Bosnia, avversaria dell'Italia nella finale playoff dei Mondiali

Dzeko la stella, il pubblico il fattore in più: la Bosnia fra l’Italia e il Mondiale

Sconfitta l’Irlanda del Nord a Bergamo (2-0), gli azzurri di Rino Gattuso sfideranno i balcanici, vittoriosi ai rigori contro il Galles, martedì a Zenica. In palio c’è il pass per la Coppa del Mondo
Vincenzo Lo Presti
Edin Dzeko, capitano e leader della Bosnia, avversaria dell'Italia nella finale playoff dei Mondiali (Getty Images)

Sconfitta l’Irlanda del Nord a Bergamo (2-0), gli azzurri di Rino Gattuso sfideranno i balcanici, vittoriosi ai rigori contro il Galles, martedì a Zenica. In palio c’è il pass per la Coppa del Mondo

Edin Dzeko, capitano e leader della Bosnia, avversaria dell'Italia nella finale playoff dei Mondiali
Edin Dzeko, capitano e leader della Bosnia, avversaria dell’Italia nella finale playoff dei Mondiali (Getty Images)

Grazie al successo per 2-0 firmato Tonali-Kean in semifinale contro l’Irlanda del Nord alla New Balance Arena di Bergamo, l’Italia conquista il pass per l’ultimo atto dei playoff che portano dritti ai Mondiali 2026 in Canada, Messico e Stati Uniti. Gli azzurri di Rino Gattuso se la vedranno contro la Bosnia, vittoriosa ai calci di rigore contro il Galles. L’appuntamento è fissato per martedì 31 marzo alle ore 20.45 allo stadio Bilino Polje di Zenica: una partita secca, senza appello, che vale l’accesso al torneo iridato. È una sfida che mette di fronte due squadre con pressioni enormi: l’Italia per evitare la terza esclusione consecutiva dalla Coppa del Mondo, la Bosnia per inseguire un traguardo storico.

Bosnia: identità, storia recente e ambizioni

La Bosnia non è una potenza calcistica europea, ma è una nazionale che negli ultimi anni ha alternato fasi di crescita a periodi di forte discontinuità. Dopo l’unica partecipazione ai Mondiali nel 2014 in Brasile, i bosniaci hanno spesso fallito i grandi appuntamenti, pur restando competitivi nei playoff e nelle competizioni UEFA. Oggi la squadra è guidata da Sergej Barbarez, ex attaccante simbolo del calcio balcanico, chiamato a rilanciare un gruppo che mescola esperienza e giovani emergenti. La finale contro l’Italia rappresenta molto più di una partita: è l’occasione per riscrivere la storia sportiva del Paese.

Bosnia, non solo Dzeko: i protagonisti tra veterani e talenti emergenti

Il volto più noto, nonché la stella e capitano della squadra, resta ovviamente Edin Džeko, leader tecnico ed emotivo, ancora punto di riferimento offensivo nonostante la carta d’identità dica 40 anni (compiuti lo scorso 17 marzo). Attorno a lui ruota una squadra costruita su fisicità e intensità. Tra i giocatori chiave spiccano Sead Kolašinac dell’Atalanta, che garantisce esperienza e solidità difensiva; Amar Dedić del Benfica, esterno moderno e dinamico; Benjamin Tahirović, centrocampista tecnico; ed Ermedin Demirović, attaccante mobile e pericoloso. La presenza di diversi giocatori militanti in Serie A o legati al calcio italiano rende la Bosnia una squadra che conosce bene il contesto azzurro.

Stile di gioco: intensità, transizioni e spirito balcanico

La Bosnia di Barbarez non è una squadra dominante nel possesso, ma è estremamente pericolosa nelle transizioni. Il suo calcio si basa su una difesa compatta, linee strette, verticalizzazioni rapide, ampiezza sulle fasce e gioco diretto verso la punta centrale. È una nazionale che sa soffrire e colpire nei momenti chiave, come dimostrato contro il Galles, dove ha resistito alla pressione prima di imporsi nella lotteria dagli undici metri. L’aspetto mentale è forse la sua arma principale: intensità, aggressività e forte spinta del pubblico. Proprio il fattore campo potrebbe essere l’arma in più: Zenica e un ambiente “infernale”. E questo dettaglio pesa moltissimo. Il Bilino Polje di Zenica è noto per l’atmosfera calda e ostile: pubblico molto vicino al campo, pressione costante sugli avversari e clima spesso acceso e fisico. Per l’Italia sarà una prova non solo tecnica, ma anche emotiva.

I punti deboli della Bosnia: dove può colpire l’Italia

Nonostante i punti di forza, la Bosnia presenta alcune fragilità: difesa non sempre impeccabile contro squadre tecniche, mancanza di continuità nei 90 minuti e dipendenza da alcuni leader (su tutti Džeko). Inoltre, rispetto alle grandi nazionali europee, manca profondità nella rosa. Se l’Italia riuscirà a imporre ritmo e qualità nel palleggio, può mettere in difficoltà i balcanici, soprattutto nelle fasi di costruzione. In definitiva Bosnia-Italia non è solo una partita: è uno spartiacque. Da una parte una squadra affamata, pronta a sfruttare ogni occasione per entrare nella storia, dall’altra una Nazionale ferita, obbligata a tornare al Mondiale dopo due assenze clamorose. In 90 minuti (o forse 120), si decide tutto. E in gare così, spesso, non vince la squadra più forte, ma quella che sbaglia meno.

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