Esonero, squalifica e beffa: l’anno nero di Paulo Fonseca

Paulo Fonseca ha vissuto, tra mille difficoltà, quella che senza dubbio è stata la stagione più difficile della sua carriera
Iacopo Erba

Paulo Fonseca ha vissuto, tra mille difficoltà, quella che senza dubbio è stata la stagione più difficile della sua carriera

Che Paulo Fonseca non sia esattamente l’allenatore più baciato dalla buona sorte lo si era capito da moltissimo tempo, ma l’eliminazione ai quarti di finale di Europa League del suo Lione contro il Manchester United, arrivata dopo una delle partite più incredibili della storia del calcio, è stata l’ultima mazzata per il portoghese in una stagione finora già piena di ostacoli e delusioni. E per quanto sia riconosciuto universalmente come apprezzato “hombre vertical”, davvero in pochi ora nel mondo del calcio, se non nessuno, vorrebbero davvero trovarsi nei suoi panni.

Tutto storto

Il suo annus horribilis inizia in estate, quando il Milan lo sceglie nello scetticismo generale tra una lunga serie di candidati, nessuno dei quali lui compreso convince a pieno una piazza ansiosa di tornare a vincere dopo la fine dell’era Pioli. La sua esperienza in rossonero però, tra risultati altalenanti e un rapporto difficile con i senatori dello spogliatoio, si interrompe il giorno di Santo Stefano dopo il pareggio a San Siro contro la Roma, sua ex squadra, condotta da “dead man walking” e conclusa con un’imbarazzante conferenza stampa condotta dopo essere già stato allontanato. Saluterà il pubblico rossonero con un laconico “ho fatto tutto quello che ho potuto” e nessuno metterà mai in dubbio la sua buona fede. Il popolo del Diavolo ne ha sempre infatti apprezzato la capacità di andare a fondo con le sue idee.

Altre due batoste

Un po’ a sorpresa, Fonseca riparte quasi subito accettando la proposta del Lione nonostante le complicate vicende societarie con cui il club da mesi è costretto a fare i conti. Ma in panchina ci si siederà ben meno del previsto. Durante la sfida con il Brest il portoghese va testa a testa con l’arbitro, ricevendo una squalifica per molti spropositata fino al 30 novembre prossimo. Una scelta assurda che gli impedisce di guidare la squadra in Ligue 1 ma non in Europa League, dove la sua squadra mostra un calcio godibile e arriva a giocarsela alla grande con il Manchester United nei quarti di finale. Dopo il 2-2 dell’andata, ecco però lo psicodramma all’Old Trafford. Dopo il 2-2 dei tempi regolamentari, i francesi vanno avanti 4-2 e al 114′ sembrano ormai destinati ad approdare in semifinale. Ma con uno dei finali più assurdi di sempre, i Red Devils rimontano 5-4 nei 7 minuti finali del secondo extra-time, eliminando i transalpini nella maniera più incredibile possibile. Un epilogo durissimo da accettare, ennesima batosta di una stagione che mister Fonseca, pur mettendocela tutta, non potrà mai dimenticare.

Iacopo Erba

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