Giovanni Malagò

FIGC, Malagò è ufficialmente il nuovo presidente: ecco il programma

Chiara Scatena
Giovanni Malagò
Giovanni Malagò
Giovanni Malagò

Giovanni Malagò è il nuovo presidente della FIGC. L’ex numero uno del CONI è stato eletto con un’ampia maggioranza, superando nettamente Giancarlo Abete grazie al sostegno di diverse componenti del calcio italiano, tra cui Serie A, Serie B, Associazione Calciatori e Associazione Allenatori.

Arrivano Mancini e Maldini?

Per il dirigente romano si apre ora una fase particolarmente delicata, con alcune decisioni da prendere fin dai prossimi giorni. La più attesa riguarda la panchina della Nazionale: il nome in pole position resta quello di Roberto Mancini, che potrebbe tornare alla guida dell’Italia dopo l’addio del 2023. Malagò, però, non ha voluto sbilanciarsi, spiegando di voler prima approfondire ogni valutazione prima della scelta definitiva. Tra le novità allo studio ci sarebbe anche l’ingresso di Paolo Maldini nella nuova struttura federale. L’idea sarebbe quella di affidargli un ruolo da direttore tecnico, con il compito di fare da collegamento tra la FIGC e il commissario tecnico, coordinare il lavoro delle nazionali giovanili e contribuire alle scelte strategiche dell’area sportiva. Un’alternativa potrebbe essere rappresentata da Frederic Massara, reduce dall’esperienza alla Roma.

Il programma di Malagò

Nel corso della conferenza stampa successiva all’elezione, Malagò ha indicato le sue priorità: ricompattare l’ambiente federale, rilanciare il progetto tecnico e rafforzare il dialogo con la politica per affrontare i problemi strutturali del calcio italiano. Tra gli obiettivi del nuovo presidente c’è anche la preparazione agli Europei del 2032, che l’Italia organizzerà insieme alla Turchia, con la necessità di individuare e adeguare gli stadi destinati a ospitare la competizione. Nel programma del nuovo numero uno della FIGC trovano spazio anche temi economici e normativi. Malagò vorrebbe infatti riaprire il confronto con il Governo sulla reintroduzione del Decreto Crescita e sulla revisione del divieto di pubblicità delle scommesse, con l’obiettivo di destinare parte delle risorse generate dal settore a infrastrutture e vivai.

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