Fiorentina, Pioli non accende Kean e Dzeko: l’attacco resta un rebus

La Fiorentina di Pioli, nonostante attaccanti di grande livello come Kean, Dzeko e Piccoli, appare sterile e con poche soluzioni in avanti
Giordano Grassi

La Fiorentina di Pioli non decolla, soprattutto davanti. Nelle prime tre giornate di Serie A le punte non hanno mai trovato la via della rete e il solo sigillo è arrivato in Conference League, firmato da Edin Dzeko. Per il resto, i numeri parlano chiaro: 39 tiri totali, solo 8 nello specchio e appena due reti complessive della squadra, segnate da Mandragora e Ranieri. Un bottino che racconta un problema strutturale, non episodico.

Fiorentina, il ‘caso’ Kean-Dzeko

Pioli non è riuscito finora a esaltare Moise Kean, reduce da tre gol in Nazionale ma irriconoscibile in maglia viola: lento, impreciso, poco incisivo. Diverso ma ugualmente spinoso il caso di Dzeko, che a 39 anni paga il peso degli impegni ravvicinati con la Bosnia e l’assenza di brillantezza. La scelta di schierarlo titolare dopo 163 minuti giocati con la selezione balcanica ha lasciato più di un dubbio.

La manovra sterile della Fiorentina

Il problema non riguarda solo i singoli ma l’intero impianto offensivo: la manovra è farraginosa, poco verticale e raramente mette gli attaccanti in condizione di colpire. Piccoli, pagato caro in estate, si muove molto ma sbaglia troppo sotto porta, confermando un’involuzione che pesa sull’ambiente. Senza una scossa immediata, il rischio è che il problema persista, un’eventualità che minerebbe le ambizioni stagionali della Fiorentina.

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