Gattuso al bivio: tra la conferma di Gravina e le sirene di Serie A, Mls e Arabia

Il fallimento mondiale apre il dibattito sul futuro della panchina azzurra: nonostante la fiducia incassata dal presidente federale, il destino di Gennaro Gattuso appare un’incognita
Giordano Grassi
Gennaro Gattuso (Getty Images)

Quale futuro attende Gennaro Gattuso dopo l’incubo di Zenica? Il post-partita di una Nazionale uscita con le ossa rotte dal playoff scatena già le prime voci di mercato perché, nonostante la recente conferma di Gravina, che ha provato a blindare la panchina azzurra nel momento più buio, la permanenza di “Ringhio” resta tutt’altro che scontata. Il suo nome continua a godere di un forte appeal internazionale grazie a una personalità carismatica che lo rende appetibile per diverse piazze. Per lui si potrebbero riaprire immediatamente le porte della Serie A, in contesti alla ricerca di un tecnico di carattere, oppure potrebbe concretizzarsi un’avventura esotica tra Arabia Saudita e Stati Uniti, dove è ancora molto stimato. La sensazione è che l’ex centrocampista campione del mondo abbia bisogno di un progetto a lungo termine per resettare l’immagine di “allenatore da emergenza” e dimostrare di poter ancora incidere ad alti livelli.

Gattuso, le tappe di una carriera tra grandi piazze e sfide estere

Il cammino di Rino in panchina è stato un continuo saliscendi, iniziato con le “gavette” complicate a Sion, Palermo, OFI Creta e Pisa, dove ottenne una promozione in B ma anche una sofferta – e immediata – retrocessione in terza divisione. La svolta arriva con la chiamata del Milan: prima la Primavera, poi la prima squadra, dove sfiora la Champions e ridà dignità a un ambiente in crisi. Chiusa la parentesi rossonera, Gattuso approda al Napoli, vincendo una Coppa Italia nel 2020 e costruendo un calcio moderno, pur mancando la qualificazione all’ex Coppa dei Campioni soltanto all’ultima giornata. Seguono le sfortunate e brevi esperienze estere con Valencia e Marsiglia, tappe caratterizzate da contestazioni ambientali e risultati altalenanti, fino alla chiamata in Nazionale, trasformatasi in un incubo sportivo.

Gattuso, l’amaro epilogo di Zenica

Il fischio finale della sfida contro la Bosnia ha il sapore amaro della resa per l’Italia e, soprattutto, per Gennaro Gattuso. Il disastro di ieri sera non è solo un risultato sportivo negativo, ma sembra il sigillo su una gestione che non è mai riuscita a trasmettere l’anima e la grinta che avevano caratterizzato ‘Ringhio’ nella sua carriera da calciatore. La Nazionale è apparsa svuotata, con poche idee ed estremamente fragile, anche tatticamente, finendo travolta dalle critiche di una piazza che ora chiede a gran voce un cambiamento radicale. Per il tecnico calabrese, il flop in azzurro rappresenta il punto più basso di un percorso iniziato con ben altre premesse, lasciando un’eredità pesante da gestire per chiunque siederà su quella panchina in futuro.

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