Il calcio va verso il tempo effettivo: maxi-recuperi anche in Bundesliga

Dopo la Premier League, anche il campionato tedesco introduce extratime corposi per ridurre le perdite di tempo. La soluzione ideale sarebbe fermare il cronometro quando la palla non è in gioco
Vincenzo Lo Presti

Dopo la Premier League, anche il campionato tedesco introduce extratime corposi per ridurre le perdite di tempo. La soluzione ideale sarebbe fermare il cronometro quando la palla non è in gioco

Dopo la Premier League anche la Bundesliga, dalla prossima stagione, adotterà il criterio dei recuperi “effettivi”, sposando una novità introdotta dai Mondiali del Qatar del 2022. In sostanza i minuti trascorsi per le varie interruzioni del gioco (dalle espulsioni ai rigori, passando per gli infortuni e gli interventi del VAR) verranno integralmente recuperate con l’extra time, andando ad allungare la durata delle partite. “Attualmente abbiamo poco meno di 60 minuti di gioco effettivo (con la palla in gioco), che probabilmente aumenteranno leggermente”, ha dichiarato Knut Kircher, direttore generale dello sport e della comunicazione dell’organismo arbitrale tedesco.

Con il tempo effettivo niente più perdite di tempo

Quello del tempo effettivo nel calcio è diventato ormai un argomento di attualità che ha aperto un acceso dibattito già da diversi anni. Andando più a fondo, infatti, si può notare come nell’arco dei 90 minuti sono tanti i “momenti morti” nei quali il pubblico si annoia e lo spettacolo diventa meno allettante. Sul rettangolo verde sono ormai diventate una consuetudine alcune scene a volte piuttosto grottesche: giocatori che si rotolano per terra fingendosi infortunati nei finali di partita, rinvii del portiere pensati per 30 secondi, raccattapalle che se la prendono comoda o corrono come disperati, allenatori che indicano l’orologio chiedendo ulteriore recupero (sempre troppo o troppo poco), risse per recuperare il pallone dalla porta dopo il gol dell’1-2. Ecco, tutto ciò potrebbe essere evitato con l’introduzione del tempo effettivo. Niente di complicato: quando la palla è in gioco il tempo scorre, quando il gioco è fermo anche il tempo si ferma. 

Perché introdurre il tempo effettivo nel calcio

Secondo i dati di FIFA e CIES Football Observatory, il tempo di gioco reale si aggira tra i 55 e i 60 minuti a gara. Per tali ragioni, per ovviare a questo problema, a partire dal Mondiale del 2022 in Qatar, la tendenza è quella di concedere maxi-recuperi sia nel primo che nel secondo tempo. È diventato ormai usuale, infatti, andare anche oltre il 100’. Con il tempo effettivo si potrebbero giocare due tempi da 30 minuti, al termine dei quali si potrebbe stoppare l’azione o farla proseguire fino a quando il pallone non finisce fuori dal campo. Il compito di fermare il cronometro andrebbe al quarto uomo, mentre nelle categorie inferiori potrebbe spettare direttamente all’arbitro. In questo modo si otterrebbe un totale azzeramento delle perdite di tempo oltre ad assicurare 60 minuti di gioco in ogni partita, senza più avere discrepanze. L’unico rischio di questa soluzione sarebbe quello di spezzettare troppo il gioco non essendoci più l’impellenza di riprendere dettata dal tempo che continua a scorrere, allungando così la durata complessiva di una partita. 

Vincenzo Lo Presti

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