Il paradosso del Verona: tanti tiri, pochissimi gol

L’Hellas crea, ma segna col contagocce ed è il peggior attacco del campionato: Orban e Giovane mancano di precisione, non in tutto il resto
Iacopo Erba

L’Hellas crea, ma segna col contagocce ed è il peggior attacco del campionato: Orban e Giovane mancano di precisione, non in tutto il resto

C’è una squadra in Serie A che annaspa nei bassifondi della classifica e che, soprattutto, fatica tremendamente a trovare la via del gol. Il tutto nonostante una produzione offensiva più che soddisfacente, che però non è stata finora convertita in fatti concreti. Gli unici che, alla fine, contano in chiave salvezza. L’Hellas Verona è finora un enorme paradosso: se infatti la voce “successi” è ancora a quota zero, i risultati non rendono giustizia a ciò che i gialloblù hanno mostrato in campo. Verticalità, buone idee, tanta corsa. Ma anche, al contempo, due soli gol di cui appena uno su azione. Un disastro nell’immediato, con tante possibilità di sviluppo e miglioramento.

La strategia c’è

I numeri d’altronde permettono di scavare a fondo, andando al di là della semplice facciata. Il Verona è infatti il peggior attacco del campionato, ma soprattutto la squadra che sul piano realizzativo ha underperformato finora maggiormente. Le reti segnate infatti sono appena due, ma l’indice Expected Goal degli scaligeri recita 5.99. Di fatto, dunque, quattro marcature in più di quelle poi realmente messe a segno. Un dato che pesa tremendamente in termini di punti, ma che racconta anche una verità incontrovertibile: questa squadra, una volta aggiustata la mira, ha le armi necessarie per uscire dalle sabbie mobili.

Proiettili a salve

Ad aggiungere ulteriore carne al fuoco è inoltre l’operato della coppia d’attacco. E non in negativo, o almeno non del tutto. Orban e Giovane sono infatti i due giocatori con più tiri effettuati finora dopo sei giornate di campionato: 21 il primo, autore anche di uno dei due gol scaligeri su calcio di rigore nel pareggio con la Juventus, e 20 il secondo. Entrambi si sono messi in mostra in maniera a tratti esaltante sul piano del gioco, ma hanno sparato a salve divorandosi anche delle occasioni clamorose. La strada tracciata da Zanetti, in conclusione, è esatta e sa mettere in moto i centravanti: ora, sono loro che dovranno dare risposte. E in fretta.

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