Jeff Ekhator (foto Getty Images)

Il primo acquisto della ‘nuova’ Juve di Carnevali arriva dal Genoa: chi è Jeff Ekhator

I bianconeri anticipano la concorrenza e portano a Torino Jeff Ekhator, gioiello classe 2006 fresco di esordio in Nazionale: operazione da 18 milioni di euro più il cartellino del giovane Puczka
Giordano Grassi
Jeff Ekhator (foto Getty Images)

La Juventus piazza il grande colpo per il presente e il futuro, raggiungendo un accordo di massima con il Genoa per il trasferimento a Torino di Jeff Ekhator. I dettagli burocratici dell’operazione sono stati ultimati e il calciatore italiano ha già raggiunto il J-Medical per sottoporsi alle visite di rito prima della firma su un contratto quinquennale da circa 1,3 milioni di euro a stagione. Per battere la concorrenza di Atalanta, Bologna e Betis Siviglia, il club bianconero ha messo sul piatto un’offerta complessiva da 16 milioni più 2 di bonus, inserendo nella trattativa a titolo definitivo anche il promettente terzino sinistro austriaco David Puczka (valutato 5 milioni più bonus e il 10% sulla futura rivendita), reduce da una stagione da 10 reti con la Next Gen.

Chi è Ekhator

Nato a Genova da genitori nigeriani, il classe 2006 ha vissuto una scalata fulminea: scovato a soli 8 anni in un oratorio, ha dominato i campionati giovanili fino all’esordio in Serie A a soli 17 anni contro l’Inter. Attaccante moderno, fisico e dotato di grandissima tecnica individuale – come dimostrato dallo splendido gol di tacco realizzato al Maradona contro il Napoli nell’ultimo campionato – Ekhator ha bruciato le tappe anche in azzurro. Dopo l’ottima stagione da 30 presenze e 3 reti in rossoblù, il ct ad interim della Nazionale maggiore Silvio Baldini lo ha fatto esordire a soli 19 anni nel match contro la Grecia, bagnato subito con un assist vincente.

Come Spalletti sfrutterà Ekhator

Le caratteristiche di Jeff Ekhator lo rendono un profilo ideale per il calcio moderno e per i futuri schemi della Juventus di Spalletti. La sua straordinaria accelerazione palla al piede, abbinata a una struttura fisica già formata nonostante la giovane età, permette di utilizzarlo sia come prima punta mobile che come esterno d’attacco in un tridente: il tecnico bianconero certamente lavorerà sulla capacità del calciatore di attaccare la profondità e di ripulire i palloni spalle alla porta, cercando al contempo di sfruttare la sua freschezza e la sua imprevedibilità negli ultimi trenta metri.

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