Cristian Chivu

Inter: attacco top, male la difesa. Su cosa deve lavorare Chivu

L’amichevole contro il Monaco ha regalato importanti spunti al tecnico nerazzurro che deve però anche fare i conti con vecchie lacune. A due settimane dal debutto in campionato contro il Torino, ecco a che punto sono Lautaro e compagni
Vincenzo Lo Presti

L’amichevole contro il Monaco ha regalato importanti spunti al tecnico nerazzurro che deve però anche fare i conti con vecchie lacune. A due settimane dal debutto in campionato contro il Torino, ecco a che punto sono Lautaro e compagni

Cristian Chivu

Dopo il netto 7-2 contro l’Under 23, l’Inter batte 2-1 in rimonta e in inferiorità numerica il Monaco. Una sfida aperta già al 2’ da Akliouche e resa ancora più complicata dall’espulsione per doppia ammonizione di Hakan Calhanoglu al 36’. I nerazzurri, però, non si sono arresi e nella ripresa l’hanno ribaltata nel giro di 20 minuti, tra il 60’ e l’80’, grazie alle reti di Lautaro Martinez e Bonny. È proprio da questa reazione che Cristian Chivu deve ripartire in vista dell’avvio ufficiale della stagione in programma lunedì 25 agosto alle 20.45 al Meazza contro il Torino. Prima del match di campionato contro i granata, però, l’Inter disputerà altre due amichevoli che serviranno soprattutto per mettere benzina nelle gambe: martedì 12 agosto alle 21 c’è la gara contro il Monza, sabato 16 alle 20.30 la sfida contro i greci dell’Olympiakos.

Inter ancora in ritardo di condizione

Come sottolineato dallo stesso allenatore, la condizione fisica non è ancora delle migliori, motivo per cui i prossimi impegni saranno determinanti. Del resto i nerazzurri non si sono praticamente mai fermati, arrivando in fondo a tutte le competizioni pur chiudendo con zero titoli e disputando il Mondiale per Club negli Stati Uniti. Un tour de force continuo che non ha permesso alla squadra di rifiatare e che rischia di far partire l’annata con il freno a mano un po’ tirato.

Inter, difesa ballerina: male anche l’approccio alle partite

Intanto facendo un bilancio della trasferta nel Principato di Monaco, Chivu può essere soddisfatto per alcuni aspetti, meno per altri. Partendo dalle note dolenti, c’è sicuramente una tenuta difensiva da migliorare. Dietro i nerazzurri devono registrare qualcosa: nelle ultime 22 gare ufficiali e amichevoli hanno subito 33 goal, decisamente troppi. Se il pressing alto permette di andare a recuperare la sfera praticamente al limite dell’area avversaria, dall’altro lato quando gli avversari riescono a superare la prima linea di pressione la squadra si trova poi scoperta. Male anche l’approccio alla partita: se agli ottavi del Mondiale per Club contro la Fluminense Cano aveva colpito dopo soli 3 minuti, contro i francesi di Adi Hutter è andata addirittura peggio visto che la rete di Akliouche è arrivata dopo soli due giri di lancette a seguito di una serie di errori in sequenza di Pavard, Calhanoglu e Bastoni. Come se non bastasse, anche nell’amichevole in famiglia contro i ragazzini di Stefano Vecchi l’Inter è andata sotto nel punteggio.

Inter, l’attacco fa sognare. E manca ancora Lookman…

Se dietro i nerazzurri scricchiolano, decisamente meglio il reparto offensivo. Come anticipato, le due marcature nel Principato di Monaco portano i nomi di Lautaro Martinez e Bonny, due attaccanti. Chivu, però, ha ricevuto risposte positive anche da Francesco Pio Esposito. Se al momento dunque la ThuLa dovrebbe essere la coppia titolare, anche in panchina l’Inter è messa bene, con le “riserve” che hanno dimostrato di poter incidere dal primo minuto o a gara in corso. Un dato importantissimo anche in chiave Lookman: il nigeriano ha definitivamente rotto con l’Atalanta e vuole solo i nerazzurri di Milano ma ancora non c’è l’accordo sulle cifre tra le due società. Viste le risposte in campo degli attaccanti attualmente in rosa, dunque, Marotta può anche permettersi di attendere lo sviluppo della vicenda senza troppi assilli.

Luis Henrique jolly

Buoni segnali sono arrivati anche dai nuovi acquisti e dalle seconde linee. Il tecnico ha dato spazio a Luis Henrique come esterno destro e a Sucic come mezzala, entrambi capaci di inserirsi nel sistema senza strappi. Sorprendente l’utilizzo del brasiliano ex Marsiglia anche da mezzala nella ripresa, segnale della ricerca di soluzioni versatili. I cambi nella fase finale hanno trasformato la partita, dimostrando che le riserve possono incidere. A poco più di due settimane dalla sfida contro il Toro, dunque, in casa Inter si respira aria di rinnovamento ma c’è ancora tanto da migliorare.

Vincenzo Lo Presti

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