Beppe Marotta, Inter

Inter, ora che si fa? Il futuro dell’Inter è incerto

Chi sarà il nuovo allenatore? La domanda da un milione di euro: Marotta è rimasto spiazzato dall'addio di Inzaghi
Niccolò Di Leo
Beppe Marotta, Inter

Chi sarà il nuovo allenatore? La domanda da un milione di euro: Marotta è rimasto spiazzato dall’addio di Inzaghi

Erano venti giorni che l’offerta dell’Al Hilal campeggiava sulla scrivania di Simone Inzaghi ad Appiano Gentile. Erano venti giorni che la tentazione dell’allenatore dell’Inter di accettare si faceva via via sempre più forte, nonostante le sue parole di qualche settimana fa, che smentivano un suo possibile approdo in Arabia Saudita. I fatti stanno per dire altro.

Nelle prossime ore il tecnico piacentino partirà alla volta di Parigi, dove si incontrerà con il presidente del club per mettere la firma sul contratto e rendere tutto ufficiale. Saranno 5 i milioni alla firma, 25 quelli che guadagnerà per le prossime due stagioni, che diventeranno tre qualora dovesse decidere di attivare l’opzione per il rinnovo. Un’era che si chiude, una decisione partorita dopo una riunione di tre ore che ha lasciato spiazzata la società.

Marotta preso alla sprovvista da Inzaghi

Una seconda pessima notizia nella settimana della finale di Champions League persa per 5-0 dall’Inter contro il Paris Saint Germain. Una pessima notizia che sorprendentemente ha colto l’Inter impreparata. La squadra più forte e dominante d’Italia, infatti, si è trova a giungo, dieci giorni prima dell’inizio del Mondiale per Club, senza un allenatore e con un nuovo ciclo da fondare e da avviare.

A confermarlo è lo stesso presidente nerazzurro, Beppe Marotta, che all’uscita dal funerale dell’ex presidente nerazzurro Ernesto Pellegrini ha detto ai cronisti: “Siamo un’Inter forte. Sapremo superare anche questo momento imprevisto e di difficoltà ma che non ci spaventa. Lavoriamo per il bene dell’Inter e lo faremo con la passione, la determinazione e il senso di appartenenza che abbiamo sempre dimostrato in questi anni”.

I nomi per la panchina dell’Inter

Non sono spaventati, ma la situazione vive oggi una fase di stallo. Cesc Fabregas sembrava l’erede perfetto, ma le parole del presidente del Como, che escludono un possibile addio del tecnico spagnolo sembrano chiudere ogni possibilità. Il blasone dei nomi, quindi, si ridimensiona.

Se l’ex centrocampista era il profilo ideale per ripartire, quelli di Vieira e Chivu sono degli azzardi che non si addicono a una società del calibro dell’Inter. Parallelamente campeggiano le piste di Farioli e di De Zerbi, con quest’ultimo che potrebbe rivelarsi il profilo ideale in questo contesto, ma che andrebbe prima liberato dal Marsiglia.

L’ipotesi Klopp, oggi, non sembrerebbe percorribile, allo stesso modo quella che porta a Diego Simeone, con l’Atletico Madrid che a poco dall’inizio del Mondiale per Club non vorrebbe trovarsi sprovvista di allenatore e quindi non lo lascerà partire. Una situazione delicata, una scelta dalla quale dipende il futuro del club e che andrà fatta rapidamente ma con un parco allenatori, forse, non proprio da Inter.

Niccolò Di Leo

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