Juventus, diktat Comolli: plusvalenze e sacrifici per salvare i conti e rifare la squadra

La mancata qualificazione in Champions impone alla Juventus una sessione di mercato basata sul vendere per comprare. L'ad Comolli fa i conti: da Bremer a Koopmeiners, ecco chi può partire.
Marco Ercole
Bremer (Getty Images)

Il purgatorio dell’Europa League e il drastico calo dei ricavi dovuto alla mancata qualificazione in Champions League impongono una strategia di mercato rigorosa e senza sconti alla Juventus. Come assicurato dall’amministratore delegato Comolli, la priorità assoluta sarà rispettare i parametri del Fair Play Finanziario UEFA. Per farlo, la società dovrà vendere, e vendere bene, arrivando a mettere in preventivo perfino una cessione in più rispetto ai piani iniziali. L’obiettivo è fare cassa e avviare un mercato all’insegna dell’equilibrio: per ogni nuovo acquisto, il costo dovrà essere inferiore alla cessione che lo ha generato. L’indiziato numero uno a lasciare Torino è Gleison Bremer. Il difensore brasiliano ha una clausola rescissoria di 58 milioni di euro (valida fino al 10 agosto) e non ha nascosto il desiderio di una nuova sfida per vincere subito dei titoli. Sulle sue tracce ci sono il Bayern Monaco, l’Inter e diverse big della Premier League.

I big sul mercato e il valzer dei portieri

I sacrifici per far quadrare i conti non si fermeranno a Bremer e potrebbero colpire elementi centrali della rosa. Andrea Cambiaso e Khéphren Thuram vengono valutati almeno 40 milioni di euro ciascuno e, di fronte all’acquirente giusto, potrebbero fare i bagagli. Discorso diverso per Francisco Conceiçao: l’esterno piace molto in Inghilterra, ma la Juventus non lo lascerà partire per meno di una cifra monstre attorno ai 60 milioni. Importanti risorse finanziarie potrebbero arrivare anche dai cartellini di Lloyd Kelly, autore di una stagione in netta crescita e valutato 30-35 milioni, di Federico Gatti, ormai finito ai margini del progetto e stimato sui 25-30 milioni, e del giovane Fabio Miretti (15-20 milioni). Rivoluzione totale in vista, invece, tra i pali: Michele Di Gregorio è destinato all’addio per una cifra vicina ai 15 milioni, mentre anche la permanenza di Mattia Perin rimane fortemente in bilico.

Il rebus Koopmeiners e i nodi dei prestiti

Sotto la lente d’ingrandimento della dirigenza c’è soprattutto Teun Koopmeiners. Pagato ben 60,7 milioni nell’estate del 2024, l’olandese non è mai riuscito a fare la differenza in bianconero. Oggi pesa a bilancio per circa 31 milioni di euro, cifra minima sotto la quale la Juventus non potrà scendere se vorrà evitare una sanguinosa minusvalenza. Una situazione simile riguarda altri due acquisti fallimentari della scorsa estate: Loïs Openda e Edon Zhegrova, i cui pesi a bilancio impongono una base d’asta rispettivamente di 37 e 12 milioni. Discorso opposto per Jonathan David: essendo arrivato a parametro zero, una sua eventuale vendita genererebbe una pura plusvalenza. Sia per lui che per Koopmeiners, l’imminente Mondiale rappresenterà la vetrina ideale per mettersi in mostra e attirare acquirenti. A complicare i piani di Comolli ci sono infine i rientri dai prestiti: l’Atletico Madrid non intende riscattare Nico Gonzalez per i 32 milioni pattuiti e chiede uno sconto a quota 25, mentre l’Aston Villa sembra aver già deciso di non spendere i 25 milioni stabiliti per il riscatto di Douglas Luiz.

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