Juventus, Tudor e la linea verde: lo scudetto è possibile

Dai tanti Under 25 in rosa alle parole di Tudor confermate dal campo: la Juventus può sognare il titolo
Michele Cerrotta

Dai tanti Under 25 in rosa alle parole di Tudor confermate dal campo: la Juventus può sognare il titolo

Solo tre giornate di Serie A sono trascorse, eppure un primo verdetto sembra già essere emerso: c’è una nuova candidata alla lotta per lo scudetto. Facile cadere in giudizi affrettati dopo appena 270 minuti, ma quello che ha fatto vedere la Juventus in queste prime uscite è qualcosa di solido e concreto.

Idee chiare

Solido e concreto, del resto, è anche l’allenatore dei bianconeri. Lo aveva detto in tempi non sospetti Igor Tudor, il 23 agosto alla vigilia del debutto stagionale contro il Parma: «Un club come la Juventus non parte mai solo per qualificarsi in Champions League». Quasi un mese dopo quelle parole sembrano più di frasi di circostanza: sono il manifesto di un’ambizione massima e giustificata da quanto la Juventus ha fatto vedere in queste prime uscite, non ultimo nel derby d’Italia contro l’Inter. E ora, aspettando anche l’esordio stagionale in Champions League, a Torino dopo diversi anni sognare non è più vietato. Quello di Tudor è stato un messaggio chiaro, al di là della prudenza: all’ambiente, ma anche ai giocatori pronti ad aprire un nuovo ciclo alla Continassa.

Miniera d’oro

Qualità e carta d’identità: la nuova Juventus sembra aver finalmente posto le basi per tornare a recitare un ruolo primario nel calcio italiano. Non è un caso che tre dei quattro gol segnati all’inter siano arrivati da Under 25, con l’unica eccezione rappresenta da Kelly che di anni ne ha però appena 26. Quella bianconera può essere una vera e propria miniera d’oro, per risultati sia sportivi che economici. A partire da Yildiz, classe 2005 intorno a cui si sta ricostruendo il nuovo ciclo bianconero insieme al classe 2001 Khephren Thuram. La gara con i nerazzurri ha segnato un nuovo iniziato poi nella storia alla Juve del classe 2006 Adzic e potrebbe averlo fatto anche per il 2001 Cabal, rientrato da un lungo infortunio. Sempre aspettando poi i rientri del 2002 Conceicao e del 2003 Miretti. E, soprattutto, senza dimenticare la lunga batteria dei venticinquenni, composta da Kalulu, Joao Mario, Cambiaso, David e Openda, oltre ovviamente a Vlahovic.

Claudio Ferrari

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