L’addio di Thuram e Koné nel mirino: le mosse dell’Inter
Si prevedono grandi movimenti in casa nerazzurra la prossima estate: il francese ora è in vetrina, mentre il centrocampista della Roma piace sempre molto

In attesa di lanciarsi nel rush finale verso la conquista dello scudetto, l’Inter inizia anche a muoversi in vista dell’estate con valutazioni importanti in corso sia in attacco che a centrocampo. La dirigenza, guidata da Marotta e Ausilio, sta riflettendo su possibili uscite eccellenti e su innesti mirati per alzare il livello della rosa. In questo scenario si intrecciano due strade che riguardano due big assoluti: il futuro di Marcus Thuram e il possibile investimento su Manu Koné. Due operazioni che potrebbero certamente modificare in maniera significativa l’assetto della rosa nerazzurra.
Tikus ai saluti
Il futuro di Marcus Thuram resta infatti in bilico e un’uscita estiva non è ormai affatto da escludere. Il rendimento recente del francese non ha convinto nessuno ad Appiano Gentile e dall’estero iniziano a muoversi diversi club soprattutto dalla Premier League: Newcastle e Aston Villa seguono infatti con attenzione la situazione, mentre sullo sfondo resiste l’opzione Arabia Saudita. Nel contratto del francese è presente una clausola da 85 milioni, ma la sensazione è che un’offerta intorno ai 70 possa bastare per aprire una trattativa. E nonostante il momento altalenante, la fiducia di Didier Deschamps, che lo ha convocato comunque con la nazionale francese, conferma il valore e il potenziale del giocatore.
Nuovo assalto
Parallelamente, l’Inter lavora per rinforzare il centrocampo e il nome in cima alla lista è sempre quello di Manu Koné. Il profilo del francese è ritenuto ideale per dare più equilibrio e intensità alla squadra, tanto da spingere il club a valutare un investimento superiore ai 40 milioni di euro. Una cifra significativa, che riporterebbe a operazioni importanti come quella di Achraf Hakimi nel 2020. La trattativa non si preannuncia semplice, con la AS Roma intenzionata a resistere per non perdere un elemento centrale nello scacchiere di Gian Piero Gasperini.