L’Arezzo torna in Serie B: l’ultima volta Conte e Sarri si erano alternati in panchina

La vittoria contro la Torres regala la Serie B all'Arezzo dopo diciannove anni
Chiara Scatena
Conte (Getty Images)
Conte (Getty Images)

L’Arezzo fa la storia e, con la vittoria di oggi pomeriggio sulla Torres per 3-1, torna finalmente in Serie B. L’ultima volta risale alla stagione 2006/07, un’annata particolare che vide alternarsi sulla stessa panchina due tecnici destinati a carriere di altissimo livello: Antonio Conte e Maurizio Sarri. Il primo, fresco di inizio carriera dopo il ritiro e l’esperienza da vice al Siena, viene scelto per guidare la squadra. Il secondo, ancora poco conosciuto e reduce dall’esperienza al Pescara, arriva a novembre per sostituirlo.

L’alternanza Conte-Sarri

La stagione dell’Arezzo parte dunque con Conte, con buone aspettative dopo il settimo posto dell’anno precedente, ma si complica subito: pochi gol, risultati altalenanti e una serie negativa che porta al cambio in panchina a novembre. L’impatto di Sarri è difficile, con un avvio segnato da quattro sconfitte consecutive, prima di una parziale ripresa tra campionato e Coppa Italia. Il momento più significativo arriva però il 22 dicembre 2006, quando l’Arezzo ferma sul 2-2 la Juventus a Torino, allora impegnata nel campionato cadetto dopo lo scandalo di Calciopoli. Un risultato che dà visibilità al lavoro di Sarri, ma non basta a cambiare il destino della stagione.

Il ritorno di Conte e la retrocessione

Nel girone di ritorno i risultati tornano a peggiorare e a marzo arriva l’esonero del tecnico toscano. Al suo posto viene richiamato Conte, che prova a rilanciare la squadra in una situazione ormai compromessa. Nonostante l’impegno, l’Arezzo non riesce a evitare la retrocessione. Emblematico l’ultimo incrocio stagionale: il 19 maggio 2007 l’Arezzo guidato da Conte sfida la Juventus dei suoi ex compagni di squadra, che in quella gara festeggia la promozione in Serie A. Un altro tassello di una stagione che, col senno di poi, assume i contorni di un curioso intreccio tra passato e futuro del calcio italiano.

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