Kenneth Taylor, Lazio

Lazio, il mercato di gennaio dà i suoi frutti. La ripresa passa per Motta e Taylor

Il portiere non si aspettava una chance e non tutti credevano nell'olandese come sostituto di Guendouzi
Chiara Scatena
Kenneth Taylor, Lazio
Kenneth Taylor, Lazio
Kenneth Taylor, Lazio

A inizio stagione immaginare una Lazio così in difficoltà era quasi impossibile. Tra risultati altalenanti, contestazioni dei tifosi e un mercato invernale segnato da diverse partenze, il rischio di un finale negativo sembrava concreto. E invece, pur navigando oggi in una zona di classifica più tranquilla, i biancocelesti possono aggrapparsi a due note positive arrivate proprio dal mercato di gennaio: Edoardo Motta e Kenneth Taylor, protagonisti di un impatto sorprendente.

L’esordio di Motta

Arrivato a fine gennaio per raccogliere l’eredità di Christos Mandas, scelta che inizialmente non aveva convinto Maurizio Sarri, Motta si è ritrovato improvvisamente titolare dopo l’infortunio di Ivan Provedel, che ha chiuso in anticipo la stagione. Il giovane portiere, classe 2005, ha risposto con grande personalità: una sola rete subita in tre partite e due clean sheet contro Milan e Bologna, impreziositi anche da un rigore parato a Riccardo Orsolini.

L’exploit di Taylor

Se Motta è stata la sorpresa tra i pali, Taylor rappresenta invece l’investimento più importante del mercato invernale, con un’operazione superiore ai 15 milioni di euro. Un acquisto su cui la società credeva molto e che, numeri alla mano, sta dando risposte importanti. A soli 23 anni vantava già un’esperienza significativa e Sarri lo ha inserito subito come perno del centrocampo a tre. Nel ruolo di mezz’ala offensiva che mancava, l’olandese si è imposto rapidamente: tre gol in undici partite, tra cui una doppietta al Dall’Ara contro il Bologna, e prestazioni di livello. Dal suo arrivo è tra i giocatori più attivi offensivamente, sia per conclusioni che per occasioni create.

Maldini e Ratkov a rilento

In un contesto complicato e spesso segnato dalla sfiducia, l’impatto di Motta e Taylor rappresenta una vera boccata d’ossigeno per la Lazio. Non solo per provare a salvare il finale di stagione, ma anche per lanciare segnali positivi in vista del futuro: entrambi danno l’idea di poter essere punti fermi su cui costruire una squadra più solida e serena. Non tutte le novità, però, hanno convinto allo stesso modo. Daniel Maldini ha mostrato qualche spunto interessante, ma continua a mancare di continuità. Discorso diverso per Petar Ratkov, ancora lontano dal giustificare l’investimento fatto dalla Lazio e spesso al centro di valutazioni contrastanti tra allenatore e società.

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