Romagnoli

Lazio, Romagnoli vuole andar via subito: i motivi dello scontro

La Lazio continua a prendersi gioco di giocatori e ambienti, ora anche un lazialissimo come Alessio Romagnoli gli volta le spalle
Niccolò Di Leo
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La Lazio continua a prendersi gioco di giocatori e ambienti, ora anche un lazialissimo come Alessio Romagnoli gli volta le spalle

Prosegue la rivolta dei tifosi laziali contro la società. I risultati sul campo sono ormai passati in secondo piano. Dopo 22 giorni la finestra di mercato invernale non ha fatto altro che confermare quanto di pessimo fatto negli ultimi anni. La Lazio si sta ridimensionando, perde qualità e anche Maurizio Sarri dalla fase della delusione è passato a quella della rassegnazione. Accetterà tutto fino a giugno, per non venir meno alla promessa fatta alla squadra e ai tifosi, poi arriverà il momento dei saluti. La decisione è presa e pensare che possa fare un passo indietro è, ad oggi, impossibile, soprattutto dopo le ultime vicende.

Sarri dovrà salutare anche Romagnoli

La partenza di Matteo Guendouzi e il Taty Castellanos, sostituiti da Kenneth Taylor e Petar Ratkov sono stati solo una delle tante gocce che pian piano stanno logorando la pazienza dell’allenatore. La futura cessione di Mandas ne sarà un’altra, ma quella di Romagnoli è più paragonabile a un diluvio battente. Il fidato difensore di Sarri, uno dei pochi intoccabili della rosa, ha chiesto di essere ceduto prima della partita contro il Lecce. Sul piatto della Lazio è arrivata un’offerta da 9 milioni di euro dall’Al-Sadd di Roberto Mancini, ben 6 di stipendio al calciatore per i prossimi tre anni. Il doppio di quanto percepisce oggi in biancoceleste.

La promessa della Lazio

Lui, da sempre tifoso laziale, tornato a Roma per vestire finalmente la maglia del proprio cuore, ora è costretto ad andare via per un rapporto ormai al di sotto dei minimi termini con la società. Al momento del suo arrivo, nell’estate del 2022, infatti, Romagnoli aveva rifiutato offerte più ricche di quella propostagli dalla Lazio. L’ex capitano del Milan, svincolatosi, aveva deciso di accettare quella dei biancocelesti pur di vestire la maglia del suo cuore, ma strappando la promessa che in caso di qualificazione in Champions avrebbe ottenuto un aumento dell’ingaggio da 3 a 3,5 milioni. Mai mantenuta. Quella stagione la Lazio arriva seconda in campionato, Romagnoli e Casale formano una delle migliori difese d’Europa, ma del rinnovo del contratto neanche l’ombra.

La pazienza ha un limite

Da buon tifoso laziale Romagnoli cerca di andare avanti, di non farla pesare, fino a quando lo scorso maggio non sbotta definitivamente: “Futuro? Non lo so. Mi sono state fate delle promesse, vedremo se saranno mantenute”. Due anni dopo Romagnoli si trova in scadenza del 2027, quelle promesse sono volate via nel vento, insieme alla mai veritiera intenzione di premiarlo per quanto fatto con la Lazio e per la Lazio. I rinnovi in aumento di Marusic e Basic sono stati la goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha spinto Romagnoli ad andare allo scontro con la società, imponendogli una cessione che lo costringerà, per dignità personale, ad andar via da casa.

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