L’effetto Vanoli ribalta la Fiorentina: da retrocessa a ritmo Champions nel 2026
Per trovare le radici di quella che oggi appare come un’impresa sportiva, bisogna tornare ai mesi più bui della gestione precedente. La seconda metà del 2025 era stata un calvario per la Fiorentina: una squadra alla deriva, capace di racimolare la miseria di 9 punti in 17 giornate. Il 14 dicembre, dopo la sconfitta interna contro il Verona, i viola toccavano il fondo con appena 6 punti in 15 turni, una statistica che storicamente condanna ogni club alla retrocessione certa. Tra i fischi del Franchi e una casella delle vittorie che faticava a schiodarsi dallo zero, il Natale a Firenze non era mai stato così cupo e preoccupante.
Kean e la svolta del 4 gennaio
Il vento è cambiato con l’arrivo del 2026, precisamente il 4 gennaio. Nella sfida cruciale contro la Cremonese, Moise Kean — finito al centro delle polemiche per una settimana turbolenta — entra dalla panchina e firma il gol vittoria al 92′. Quel momento ha segnato il “nuovo inizio” dell’era Paolo Vanoli. Da quel successo, la squadra ha iniziato a macinare gioco e risultati, trasformando radicalmente la propria identità. I numeri non mentono: la media punti è passata dallo stentato 0,52 a partita dell’anno precedente all’incredibile 1,73 del girone di ritorno, una marcia degna delle posizioni che valgono l’Europa.
Il “Metodo Vanoli” e la spinta di Paratici
L’accelerazione decisiva è arrivata a partire dal 7 febbraio, data che segna l’inizio di una sinergia fondamentale tra il lavoro sul campo di Vanoli e l’esperienza di Fabio Paratici dietro la scrivania. Nelle ultime nove partite, la Fiorentina ha collezionato 18 punti, una media da zona Champions League superata solo dalle corazzate Inter e Napoli. Paolo Vanoli ha saputo incidere profondamente nella psicologia di un gruppo che sembrava smarrito, guadagnandosi sul campo una conferma quasi certa (al 99%) sulla panchina viola anche per la prossima stagione.
Una salvezza che sa di futuro
Nonostante manchi ancora l’aritmetica, la salvezza della Fiorentina è ormai considerata un capolavoro di gestione tecnica e societaria. La vittoria contro la Lazio è solo l’ultimo tassello di una rincorsa che nessuno, lo scorso dicembre, avrebbe osato immaginare. Se il 2025 era stato l’anno dei “pessimi pensieri”, il 2026 si sta chiudendo con la consapevolezza di aver trovato in Vanoli il leader giusto per ricostruire. Firenze può finalmente tornare a guardare alla parte sinistra della classifica, consapevole che la tempesta è alle spalle e che le basi per un rilancio ambizioso sono state finalmente gettate.