Maignan verso l’addio: il Milan studia già le alternative

Il rinnovo di Maignan è in stallo e il contratto scade a giugno: intesa informale per la massima professionalità fino a fine stagione, poi tutto su Suzuki o Caprile
Iacopo Erba

Il rinnovo di Maignan è in stallo e il contratto scade a giugno: intesa informale per la massima professionalità fino a fine stagione, poi tutto su Suzuki o Caprile

Per la trasferta di Udine il Milan dovrà fare a meno di Mike Maignan: il portiere, fermato da un problema fisico accusato nella sfida contro il Bologna, sarà lasciato a riposo per prudenza e non figura nell’elenco dei convocati. Nulla di allarmante, fanno sapere i rossoneri, che si aspettano di riaverlo a disposizione già per la sfida di Coppa Italia contro il Lecce di martedì. Ma oltre all’assenza sul campo, a saltare all’occhio è il momento di incertezza che circonda il numero uno francese, tornato a essere al centro delle riflessioni societarie anche e soprattutto sul piano contrattuale.

Ennesimo stallo

L’edizione odierna del Corriere dello Sport ricostruisce uno stallo che si protrae: il contratto di Maignan scadrà a giugno e, con il rinnovo lontano, appare difficile immaginare uno scenario diverso da quello che vede il portiere allontanarsi da San Siro a parametro zero. Già in estate il Chelsea aveva bussato con un’offerta da 18 milioni, rispedita al mittente per volere di Massimiliano Allegri; tuttavia, secondo la ricostruzione, le parti avrebbero trovato un’intesa informale riguardo la massima professionalità fino al termine della stagione. Poi, la separazione se non si dovessero trovare le condizioni per un prolungamento. È uno schema che mette il club davanti a una scelta chiara: forzare la trattativa sul rinnovo o pianificare una successione già a partire dalla prossima finestra di mercato, scenario che ad oggi appare ben più plausibile.

Le alternative

Per questo motivo il direttore sportivo Igli Tare avrebbe già iniziato a guardarsi intorno, individuando due profili concreti per il futuro: il giapponese del Parma Zion Suzuki, valutato intorno ai 25 milioni, e l’italiano del Cagliari Elia Caprile, proposto a una cifra inferiore di circa 10 milioni. Due piste con costi e profili tecnici differenti: Suzuki rappresenterebbe un investimento importante per l’immediato, Caprile una soluzione più economica ma di grande prospettiva, vista la totale ascesa dimostrata in queste prime giornate. Due strade diverse che raccontano la volontà del Milan di non farsi trovare impreparato. Nel frattempo la società dovrà gestire con equilibrio la stagione in corso, specialmente nelle sue fasi conclusive: tra emergenze fisiche, esigenze tecniche e l’ombra del contratto in scadenza, il nodo Maignan resta uno dei principali dossier di casa rossonera.

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