Milan, all-in su Vlahovic: Tare fa spazio per lui

Dalle parti di Milanello riecheggia il nome di Duran Vlahovic: i movimenti in attacco serviranno per accoglierlo, ingaggio permettendo
Iacopo Erba

Dalle parti di Milanello riecheggia il nome di Duran Vlahovic: i movimenti in attacco serviranno per accoglierlo, ingaggio permettendo

C’è una strada, non proprio tracciata ma comunque già pensata e segnata sulla mappa, che può portare Dusan Vlahovic a diventare il prossimo centravanti del Milan. Il serbo, attualmente impegnato al Mondiale per Club come centravanti di riserva del bomber in affitto Kolo Muani, è chiaramente fuori dai piani della Juventus e può diventare una ghiotta occasione di mercato per il Diavolo, che oltre al centrocampo dovrà necessariamente mettere dento un grande centravanti per riconfermare le proprie ambizioni dopo un’annata disgraziata, da dimenticare il prima possibile.

Tanto spazio

Ad oggi, la certezza è che in casa Diavolo nel reparto avanzato si è fatto posto eccome. A partire da Jovic e Abraham, salutati senza neppure troppi rimpianti, fino al giovane figliol prodigo Camarda, spedito a Lecce a farsi le ossa. Su di lui l’occhio resterà vigile grazie alla ricompra, ma non sarà nell’immediato un cruccio per il nuovo allenatore rossonero. E dalle latitudini rossonere si vocifera che persino l’acquisto top dell’ scorso gennaio Santiago Gimenez sia sotto esame. Insomma, se arriva una proposta indecente nessuno farà carte false per trattenerlo. Anche questo fa parte della strategia per stendere, eventualmente il tappeto rosso a Duran Vlahovic.

Venirsi incontro

Il cartellino di Vlahovic, assodato il mancato rinnovo di contratto con la Juventus, non dovrebbe costituire un problema: con circa 20 milioni o poco più nessuno dalle parti della Continassa opporrebbe resistenza a un suo addio. Ben più complessa la questione invece legata all’ingaggio faraonico da 12 milioni netti a stagione. A quelle cifre il Milan non ha intenzione neppure di sedersi al tavolo e la sensazione è che per rimanere in linea con i parametri societari non ci si voglia spingere oltre la metà esatta, ovvero 6 milioni. Una cifra ritenta congrua, seconda solo a quella percepita dal top player e leader Rafael Leao. ma servirà un passo avanti significativo anche del serbo, che ha comunque una voglia matta di rimettersi in gioco. E, soprattutto, di zittire qualche detrattore di troppo.

Iacopo Erba

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