La Curva Sud protesta per il caro biglietti prima di Milan-Juve

Milan, una panchina per quattro tra speranze e dubbi

Ibrahimovic è al centro del nuovo corso e dovrà ora scegliere la guida tecnica: i pro e i contro delle varie piste
Iacopo Erba
La Curva Sud protesta per il caro biglietti prima di Milan-Juve (Getty Images)

Ibrahimovic è al centro del nuovo corso e dovrà ora scegliere la guida tecnica: i pro e i contro delle varie piste

La Curva Sud protesta per il caro biglietti prima di Milan-Juve
La Curva Sud protesta per il caro biglietti prima di Milan-Juve (Getty Images)

Il Milan riparte dalle macerie di una stagione fallimentare e da una rivoluzione che ha travolto tanto la panchina quanto l’assetto dirigenziale. La mancata qualificazione alla prossima Champions League ha avuto conseguenze pesantissime: via Massimiliano Allegri, via gran parte degli uomini coinvolti nella costruzione tecnica della squadra e spazio a una nuova fase guidata soprattutto dalla figura di Zlatan Ibrahimovic, sempre più centrale nelle scelte sportive del club. In questo clima di rifondazione totale, la priorità diventa inevitabilmente la scelta del nuovo allenatore. Una decisione delicata, perché il Milan non cerca soltanto un tecnico, ma una figura capace di ricostruire identità, credibilità e ambizioni dopo un finale di stagione drammatico. I nomi sul tavolo raccontano bene la confusione e al tempo stesso la voglia di osare, tra ritorni di fiamma e profili molto diversi tra loro.

I due candidati principali: Iraola e Xavi

Tra i profili valutati dal Milan, quelli di Andoni Iraola e Xavi sembrano i più affascinanti sul piano tecnico. Iraola arriva da una stagione straordinaria in Premier League con il Bournemouth, capace di sorprendere tutti grazie a un calcio aggressivo, organizzato e moderno, costruito su pressing feroce e intensità costante. È probabilmente il nome che meglio rappresenta l’idea di un Milan verticale e dinamico, oltre a essere quello che potrebbe valorizzare maggiormente giocatori tecnici come Leao. Ma proprio per questo avrebbe bisogno di una struttura forte alle spalle, dettaglio che oggi lascia parecchi dubbi. Xavi invece rappresenta un altro tipo di scommessa: più mediatica, più identitaria e forse anche più divisiva. Il suo peso internazionale e il legame con una precisa cultura calcistica potrebbero aiutare il Milan a ritrovare fascino e riconoscibilità, ma il rischio di importare a Milanello un modello troppo legato al mondo Barcellona resta concreto. E in una piazza già nervosa, qualsiasi estremismo tattico potrebbe diventare rapidamente un problema.

Le altre idee: Rangnick e Van Bommel

Sul tavolo restano poi due piste molto differenti tra loro come quelle che portano a Ralf Rangnick e Mark Van Bommel. Il tedesco è probabilmente il profilo più strutturato sotto il profilo manageriale: uno che nel corso della carriera ha saputo costruire sistemi calcistici, valorizzare talenti e influenzare interi progetti sportivi. Proprio per questo, forse, avrebbe più senso come uomo di visione che come allenatore puro. La sensazione è che il Milan avrebbe bisogno delle sue idee, ma non necessariamente della sua gestione quotidiana della squadra, soprattutto dopo esperienze non brillantissime come quella al Manchester United. Van Bommel invece rappresenta il richiamo emotivo del passato rossonero e il legame diretto con Ibrahimovic, che ne apprezza da anni personalità e leadership. Però il curriculum in panchina resta limitato e il dubbio principale riguarda proprio la capacità di reggere il peso di un club che oggi vive uno dei momenti più delicati della sua storia recente.

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Angelo Lorenzetti
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