MotoGP, Bezzecchi e i punti persi: cosa sarebbe successo senza errori
Otto episodi tra cadute, incidenti e squalifiche hanno frenato la stagione del pilota italiano di MotoGP

Marco Bezzecchi è stato uno dei piloti più veloci e costanti della stagione MotoGP, almeno nelle gare lunghe. Gli 11 podi conquistati in 17 Gran Premi domenicali testimoniano la sua competitività e la capacità di essere protagonista praticamente su ogni circuito. Eppure, il rendimento complessivo avrebbe potuto essere ancora migliore. A pesare sono state soprattutto le cadute nelle Sprint e alcuni errori durante la gara della domenica, episodi che hanno compromesso risultati importanti e, in alcuni casi, persino il fine settimana. Secondo una stima basata sui piazzamenti che avrebbe potuto ottenere, Bezzecchi ha lasciato per strada ben 97 punti potenziali. Un bottino enorme, sufficiente a cambiare radicalmente gli equilibri della classifica iridata.
Otto errori costati carissimo
Il conto parte dalla Sprint in Thailandia, dove Bezzecchi è caduto mentre lottava con Marc Marquez dopo essere scattato dalla pole position. Sono seguiti altri errori nelle Sprint di Austin e Jerez, prima del controverso episodio di Brno: dopo una caduta nella gara breve, il pilota ha colpito un commissario ed è stato squalificato, perdendo punti sia al sabato sia alla domenica. Ad Assen è arrivata un’altra caduta mentre occupava la quarta posizione, mentre in Germania un violento incidente in qualifica gli ha provocato la frattura della clavicola. Il bilancio comprende anche la caduta a Misano, dove poteva puntare alla vittoria, e quella nella Sprint in Indonesia. Sommando le stime dei risultati sfumati, gli otto episodi valgono complessivamente 97 punti mancati.
Come ambierebbe la classifica
Le conseguenze sulla classifica sarebbero significative. Senza quegli episodi, secondo il calcolo ipotetico, Bezzecchi avrebbe raggiunto quota 406 punti, con oltre 50 lunghezze di vantaggio su Jorge Martin e Marc Marquez. Anche limitando il ragionamento alla metà dei punti persi, il pilota italiano avrebbe potuto aggiungere circa 48 punti al proprio bottino, arrivando a 357 e ritrovandosi in testa al Mondiale. Resta inoltre un dato significativo: Bezzecchi non ha mai costruito una vera continuità tra Sprint e gara lunga, senza conquistare una doppietta sabato-domenica in carriera. La velocità per competere al vertice c’è, ma per trasformarla in un titolo serviranno maggiore precisione e meno occasioni sprecate.