Guillermo Ochoa, Messico

Ochoa nella leggenda: sesta convocazione al Mondiale con il Messico 

L’ex Salernitana sarà il primo portiere della storia a partecipare a sei edizioni della Coppa del Mondo
Vincenzo Lo Presti
Guillermo Ochoa, Messico (Getty Images)

L’ex Salernitana sarà il primo portiere della storia a partecipare a sei edizioni della Coppa del Mondo

Guillermo Ochoa, Messico
Guillermo Ochoa, Messico (Getty Images)

La storia del calcio mondiale ha un nuovo protagonista. A quarant’anni – ne compirà 41 il prossimo 13 luglio -, Guillermo Ochoa è stato inserito nella lista definitiva del Messico per i Mondiali 2026 e si prepara a scrivere una pagina senza precedenti. Con questa convocazione, infatti, il portiere messicano diventa il primo estremo difensore nella storia a prendere parte a sei edizioni della Coppa del Mondo. Un traguardo straordinario che certifica la longevità e l’importanza di uno dei simboli più riconoscibili del calcio messicano degli ultimi vent’anni. La convocazione è stata ufficializzata dal commissario tecnico Javier Aguirre, che ha deciso di affidarsi all’esperienza dell’ex portiere di Salernitana e Club América, ora all’AEL Limassol, in vista del torneo che il Messico ospiterà insieme a Stati Uniti e Canada.

Ochoa e il record dei sei Mondiali: un’impresa mai riuscita a un portiere

Dal debutto al Mondiale in Germania nel 2006 fino all’edizione del 2026, Ochoa ha attraversato un’intera epoca del calcio internazionale. Ha infatti preso parte ai tornei iridati del 2006, 2010, 2014, 2018, 2022 e ora 2026, eguagliando il primato assoluto di partecipazioni che raggiungeranno in questa edizione altri due campioni come Lionel Messi e Cristiano Ronaldo. La differenza è che nessun portiere era mai arrivato a questo traguardo. In passato il record apparteneva a leggende come Antonio Carbajal, anche lui messicano, e Gianluigi Buffon, fermi a cinque partecipazioni. Ochoa supera tutti e si prende un posto esclusivo nella storia del ruolo e dei Mondiali.

Dai Mondiali del 2014 alla parata su Lewandowski: le immagini che hanno reso immortale Memo Ochoa

Se le prime due partecipazioni furono vissute prevalentemente da riserva, il nome di Ochoa è diventato iconico soprattutto durante il Mondiale brasiliano del 2014. La sua prestazione contro i padroni di casa, culminata con una serie di interventi spettacolari, è ancora oggi considerata una delle migliori in una fase finale della Coppa del Mondo. Quattro anni dopo, in Russia, confermò il proprio status di leader della Nazionale messicana. Poi, nel 2022 in Qatar, si rese nuovamente protagonista parando un rigore a Robert Lewandowski nella sfida contro la Polonia, un intervento che contribuì a rafforzare ulteriormente il suo mito tra i tifosi messicani. In un calcio sempre più veloce e dominato dai giovani, Ochoa è riuscito a restare competitivo grazie a professionalità, preparazione atletica e capacità di adattamento.

Il Messico di Aguirre tra esperienza e giovani talenti

La presenza di Ochoa nella lista dei convocati non rappresenta soltanto un riconoscimento alla carriera. Per il Messico, che avrà il privilegio e la pressione di disputare in casa gran parte del torneo, il portiere rappresenta un punto di riferimento fondamentale all’interno dello spogliatoio. Aguirre ha costruito una rosa che mescola veterani e nuove promesse. Accanto a giocatori esperti come Edson Álvarez e Raúl Jiménez, trovano spazio giovani talenti pronti a raccogliere l’eredità della generazione che ha caratterizzato il calcio messicano dell’ultimo ventennio. In questo contesto, Ochoa assume il ruolo di ponte tra passato e futuro, simbolo di una Nazionale che vuole sfruttare l’entusiasmo del pubblico di casa per tentare un percorso storico.

Ochoa oltre il record: il simbolo di un’intera generazione del calcio messicano

I numeri raccontano solo una parte della sua grandezza. Con 153 presenze è il terzo nella classifica all time del Messico dopo Andres Guardado (182) e Claudio Suarez (177). La sua chioma riccia, le parate acrobatiche e la capacità di esaltarsi nei grandi appuntamenti hanno contribuito a costruire un’immagine riconoscibile in ogni angolo del pianeta. Per molti tifosi, il nome di Ochoa è ormai indissolubilmente legato alla Coppa del Mondo. Nel 2026, davanti al proprio pubblico, avrà l’occasione di aggiungere l’ultimo capitolo a una storia già entrata nella leggenda.

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