Ora tutti con Mancini. Persino Gravina
L’ex presidente della FIGC si scontrò con l’allenatore, ma ora invita tutti a voltare pagina

Nel corso dell’intervista concessa a La Repubblica, Gabriele Gravina è tornato ad affrontare uno dei temi più dibattuti delle ultime settimane, ovvero il ritorno di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale. Il vicepresidente della UEFA ed ex presidente della FIGC ha spiegato come, a suo avviso, sia arrivato il momento di archiviare definitivamente le polemiche legate all’addio del 2023 e di concentrarsi esclusivamente sul presente e sul futuro dell’Italia. Secondo Gravina, il nuovo corso azzurro dovrà essere valutato per il lavoro che verrà svolto e per i risultati che arriveranno sul campo, senza lasciarsi condizionare da quanto accaduto in passato.
Andare oltre
Entrando nel merito delle critiche rivolte all’ex commissario tecnico, Gravina ha preso posizione in maniera netta, invitando a giudicare Mancini esclusivamente dal punto di vista professionale e non sotto quello personale. “Leggo molti falsi moralisti. Concentriamoci sull’obiettivo: se si ritiene che Mancini non sia capace, si dica quello, attacchiamolo per quello. Ma se si ritiene che sia l’uomo giusto per tornare a essere competitivi, il resto va superato“. Il vicepresidente UEFA ha poi ricordato come lo stesso allenatore abbia riconosciuto gli errori commessi dopo la separazione dalla Nazionale: “Dovrei essere l’ultimo a dire ‘va bene Mancini’, ma si è scusato, si è sinceramente pentito”.
Acqua passata
Gravina ha infine ribadito che la decisione di Mancini di lasciare l’Italia per accettare la proposta dell’Arabia Saudita non può rappresentare una condanna definitiva. Per il dirigente ciò che conta oggi è la possibilità di aprire una nuova pagina e soprattutto restituire competitività alla Nazionale, mettendo al centro esclusivamente il progetto sportivo. “C’è stata una macchia, ma ogni macchia può essere lavata”, ha affermato, ribadendo la necessità di guardare avanti. Un messaggio con cui il vicepresidente UEFA ha invitato tutto l’ambiente azzurro a sostenere il nuovo ciclo, nella convinzione che sarà il campo l’unico vero giudice del ritorno di Roberto Mancini.