Arteta e Luis Enrique, tecnici rispettivamente di Arsenal e PSG, saranno avversari nella finale di Champions League 2026

PSG-Arsenal è anche il successo di chi ha speso meglio di tutti

Un miliardo di investimenti ciascuna, ma quasi tutti azzeccati: si sfidano due dei progetti meglio pensati e sostenuti del mondo
Iacopo Erba
Arteta e Luis Enrique, tecnici rispettivamente di Arsenal e PSG, saranno avversari nella finale di Champions League 2026 (Getty Images)

Un miliardo di investimenti ciascuna, ma quasi tutti azzeccati: si sfidano due dei progetti meglio pensati e sostenuti del mondo

Arteta e Luis Enrique, tecnici rispettivamente di Arsenal e PSG, saranno avversari nella finale di Champions League 2026
Arteta e Luis Enrique, tecnici rispettivamente di Arsenal e PSG, saranno avversari nella finale di Champions League 2026 (Getty Images)

PSG-Arsenal rappresenta molto più di una semplice finale di Champions League: è anche il punto d’arrivo di due progetti costruiti attraverso investimenti giganteschi e una pianificazione tecnica quasi perfetta. Negli ultimi anni sia il club francese che quello londinese hanno infatti rivoluzionato le rispettive rose spendendo cifre enormi per consolidarsi stabilmente ai vertici del calcio europeo. La particolarità, però, è che entrambe hanno progressivamente abbandonato la logica della squadra dipendente dalla superstar, scegliendo invece di puntare su gruppi profondi, giovani e perfettamente modellati sulle idee dei rispettivi allenatori. Una filosofia costosa, ma evidentemente efficace, considerando che oggi PSG e Arsenal si giocano il trofeo più importante del continente.


Il peso dei tecnici

L’Arsenal ha accelerato in maniera impressionante da quando Mikel Arteta ha preso il controllo tecnico della squadra. Il club londinese ha investito oltre un miliardo di euro nel mercato nel tentativo di riportarsi stabilmente tra le grandi d’Europa e il lavoro svolto negli ultimi anni ha trasformato i Gunners in una delle squadre più complete del panorama continentale. Anche il PSG, però, ha mantenuto ritmi di spesa elevatissimi, soprattutto dopo l’arrivo di Luis Enrique nell’estate 2023. La dirigenza parigina ha infatti accompagnato il nuovo corso con un mercato faraonico, spendendo più di 800 milioni in appena tre stagioni e rifondando quasi completamente la rosa dopo gli addii di Messi, Neymar e successivamente Mbappé.

I giusti profili

Naturalmente non tutte le operazioni si sono rivelate vincenti. Alcuni acquisti hanno deluso le aspettative sia a Londra che a Parigi, dimostrando quanto sia complicato costruire squadre perfette anche disponendo di risorse praticamente illimitate. Eppure il saldo finale resta nettamente positivo grazie a una lunga serie di innesti che hanno cambiato il livello tecnico delle due rose. Giocatori come Rice, Odegaard, Gabriel, Eze e Gyökeres hanno dato nuova identità all’Arsenal, mentre Vitinha, Joao Neves, Dembélé, Nuno Mendes e Doué sono diventati rapidamente punti fermi del PSG. Non sorprende quindi che il valore complessivo delle due squadre abbia ormai abbondantemente superato il miliardo di euro: una finale tra club ricchissimi, sì, ma soprattutto tra società che negli ultimi anni hanno dimostrato di saper investire con criterio.

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