Roma, quanti gol dalla panchina. Ma sono serviti a poco

Tante reti per i giallorossi sono arrivate dalla panchina, ma solo due di queste hanno effettivamente portato punti in dote
Iacopo Erba
Robinio Vaz (Getty Images)

Tante reti per i giallorossi sono arrivate dalla panchina, ma solo due di queste hanno effettivamente portato punti in dote

Robinio Vaz (Getty Images)

La rete di Robinio Vaz contro il Lecce non è solo un episodio isolato, ma l’ennesima conferma di una tendenza che sta ormai accompagnando la stagione della Roma. Il francese, entrato a gara in corso, ha colpito dopo pochi minuti aggiornando il bilancio delle marcature provenienti dalla panchina: 12 su 59 complessive in tutte le competizioni, poco più del 20% come ricorda Tuttomercatoweb.com. Un dato che, letto in superficie, racconta di una squadra capace di trovare soluzioni alternative a partita in corso ma che osservato più a fondo suggerisce anche una riflessione più ampia sull’effettiva incisività delle seconde linee di una squadra che da qualche settimana a questa parte viaggia con la coperta cortissima e le rotazioni ridotte all’osso.

I timbri

Il contributo dei subentrati si è distribuito nel corso dell’annata e tra diverse competizioni. In campionato Dovbyk ha lasciato il segno in più occasioni, mentre Ferguson ha trovato il gol pochi minuti dopo il suo ingresso contro la Cremonese. Anche El Shaarawy ha inciso partendo dalla panchina in Europa, a dimostrazione di una partecipazione diffusa. A livello individuale spicca Pellegrini, autore di tre reti da subentrato tra Serie A ed Europa League, affiancato da altri protagonisti come Baldanzi, Pisilli e Vaz. Una produzione offensiva che, numericamente, non manca.

Poca roba

Eppure, il peso specifico di queste reti è stato a conti fatti piuttosto contenuto. I gol dei subentrati hanno infatti portato appena tre punti in campionato: il pareggio contro il Milan firmato da Pellegrini e la vittoria contro il Lecce decisa da Vaz. Un bottino ridotto che ridimensiona il valore statistico del dato e mette in luce un limite strutturale ormai molto chiaro dei giallorossi. La Roma, spesso alle prese con una rosa corta o condizionata dalle assenze, fatica a trasformare l’apporto della panchina in risultati concreti. Più che una risorsa determinante, quella dei subentrati appare così come un supporto utile, ma non ancora decisivo. La speranza, per un Gasperini mai così in difficoltà, è che le rotazioni si allarghino in una rincorsa Champions che resta molto difficile, ma non impossibile.

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